Una Centese in palla pensa al Ravenna Tanti tifosi al seguito
CENTO. Volendo analizzare l'inizio del torneo della Centese, con il senno di poi, si potrebbe dire che in molti avrebbero firmato per bloccare Progresso, San Lazzaro (domenica scorsa) e strappare un...
CENTO. Volendo analizzare l'inizio del torneo della Centese, con il senno di poi, si potrebbe dire che in molti avrebbero firmato per bloccare Progresso, San Lazzaro (domenica scorsa) e strappare un punto a Vallesavio. Vedendo come si sono svolte molte di queste partite e come si è sciupato il match con il Torconca, probabilmente qualche mugugno viene. Ma solo per il risultato, perché lo stadio in piedi che applaude la prestazione della Centese, al termine della corrida con il Real San Lazzaro, è un'immagine da consegnare alla cineteca del campionato. Specie se in campo mancano dei "giganti" come Gjinaj, in difesa, e Beccati in attacco. L'occasione giusta, per mister Santeramo, per stravolgere l'assetto tattico dei suoi: «La partita con il San Lazzaro era stata impostata in un certo modo - rivela Santeramo -; dando un turno di riposo a chi aveva giocato mercoledì scorso, e schierando i nuovi, come Marco Marchesi (ex Bellaria; ndr), preparando una gara in velocità, sulle ripartenze. Con Urbano schierato in questo tipo di gioco, che in un paio di volte si è inserito. Totta? Per il gruppo è fondamentale, e deve stare tranquillo sul rigore: non li sbaglia solo chi non li tira, ed è capitato anche a me». In porta, un '97 come Brovarskiy è parso un gigante e non solo di statura: «Il ragazzo ha delle qualità importanti, quando è arrivato - spiega il mister - abbiamo fatto di tutto per tesserarlo. Ci ha ripagato con una prova sopra le righe. Col San Lazzaro è stato impegnato tre-quattro volte, ma è stato decisivo. Bene anche Kula, un '94: a San Mauro ha annullato uno degli uomini più forti della categoria».
«Il rammarico arriva in vista della trasferta di Ravenna, che i tifosi stanno già organizzando per un'invasione pacifica: «Ci sono due situazioni da valutare: quella di Maestri e Marchi, che si sono infortunati nel finale. In dieci giorni ci attendono altre tre partite, ma per fortuna andremo a Ravenna con i nostri tifosi, che sono il dodicesimo uomo».
Mirco Peccenini
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