Cappellacci, storia e basket Huff alla conquista della Mobyt
«Città splendida, gruppo grandioso, gioco completamente diverso rispetto agli Stati Uniti Sto cercando di imparare per prepararmi a vincere: siamo una grande squadra, ci sarà da divertirsi»
FERRARA. Braccia muscolose e tatuate, faccia da bravo ragazzo, desideroso come i compagni di squadra di cominciare il campionato di A2 Silver. Anche per Troy Huff, da North Dakota, è ormai alle porte il debutto stagionale. Al Pala Hilton Pharma, domenica pomeriggio (palla a due alle ore 18, arbitreranno Tirozzi di Bologna, Buttinelli di Roma e Giovannetti di Terni), salirà la più che temibile Givova Scafati degli ex Antonello Ruggiero e Andrea Ghiacci. È pronto, Huff. E vuole vincere. A cominciare da dopodomani contro i campani.
Troy, ci racconta i primi mesi a Ferrara?
«Devo ammettere che mi sto trovando molto bene. Come sempre il mio obiettivo quotidiano è quello di inserirmi e migliorarmi, conoscendo di più e meglio il basket europeo».
Parlando della città, come si sta trovando?
«La cosa che di più mi ha colpito è la pasta, già mi piaceva prima, adesso che ho assaggiato la pasta vera, beh, mi piace ancora di più».
Piatto preferito?
«I cappellacci».
Ha già visitato altre città in Italia?
«Mi piacciono molto gli aspetti storici. Appena ho una giornata libera, assieme alla mia ragazza Jozy ne approfitto per visitare altre città. Siamo stati a Venezia, Firenze, Pisa e Bologna».
Huff, ritorniamo al campo. Come giudica il suo precampionato?
«La prestagione è stata grandiosa, non solo in campo, ma anche per il fatto di imparare cose nuove dai veterani. Durante gli ultimi tre anni al college ero fra i giocatori più vecchi della mia squadra. Alla Mobyt, invece, sono fra i più giovani, così sto cercando di imparare il più possibile per prepararmi a vincere».
Dal punto di vista tecnico, qual è l’aspetto più positivo che ha riscontrato?
«La mia caratteristica principale è giocare gli uno contro uno dal palleggio. Mi sto accorgendo che in America, per il tipo di basket, c’erano più spazi e tempo per giocare. In Europa devo limitare la mia propensione al palleggio in determinate situazioni, anche perchè c’è molta più tecnica e tattica: mi sto mettendo al servizio della squadra per imparare. Anche per ciò che concerne i fondamentali è molto diverso dall’America, come del resto il coinvolgimento dei lunghi nelle azioni. In America sono coinvolti dopo il blocco e basta, qua, con Benfatto, c’è un gioco più di posizione, aspetti del gioco non facilmente ed immediatamente sviluppabili».
Come si sta trovando all’interno del gruppo?
«Il gruppo è davvero grandioso, composto da ottime persone, assieme alle quali mi sto trovando molto bene. Rispetto al college, dove l’età va dai 18 ai 22 anni, a Ferrara c’è il ragazzo di 16 anni e quello di 34: è molto interessante vedere come queste differenti generazioni vanno assieme».
Domenica arriva la Givona Scafati. Sensazioni?
«Ci sono molti sentimenti. Ho grande voglia di giocare davanti ad un’arena piena. Ho sentito attaccamento alla squadra, così non vedo l’ora di cominciare e vincere».
Come si trova con Kenny Hasbrouck?
«E’ un grande giocatore ed una grande persona, ha molta più esperienza di me, la cosa si vede dai fondamentali. A Kenny faccio continuamente delle domande e lui, per me un punto di riferimento, mi sta aiutando tanto».
Messaggio conclusivo ai suoi nuovi tifosi?
«Sono certo che domenica sarà uno spettacolo davvero molto eccitante, anch’io mi sento molto eccitato. Siamo una grande squadra, tutti siamo molto carichi: ci sarà da divertirsi».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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