Comacchio Lidi e Callegari la separazione è ufficiale
Promozione. L’imprenditore ferrarese spiega l’addio alla società rossoblù «I nuovi soci hanno manifestato incompatibilità con la mia presenza»
COMACCHIO. Finisce il matrimonio tra Comacchio Lidi e l’imprenditore Romeo Callegari, durato ufficialmente un paio d’anni. La sofferta decisione, presa da ambo le parti, è avvenuta martedì dopo l’ultimo consiglio societario. «Non ci sono più presupposti per continuare la collaborazione con i nuovi soci – dice Callegari -; in estate era avvenuto un avvicendamento al vertice con Lucio Buratti presidente, Bruno Calderoni suo vice, Stefano Lobiundo segretario. Hanno manifestato la loro incompatibilità con la mia presenza, al termine del colloqui ho deciso che se qualcuno se ne doveva andare quello ero io».
Il nodo della questione è presto detto. Da due anni a questa parte si voleva trasformare la società in Srl, ma il cambio non è mai avvenuto. «Da sempre vorrei costituire società sportive non a scopo di lucro e capire bene chi ha determinate responsabilità. Non ho mai voluto fare il presidente, perché in quanto imprenditore non posso assumermi certi incarichi, io vivo il calcio vivo grande passione, tempo e qualche soldo, mai inseguendo la notorietà o la pubblicità. Passione che ho portato anche a Comacchio, dove ho messo anima e core, ma sempre con l’obiettivo di vincere; non sono di spirito decubertiano, a me piace fare le cose per bene. Così, quando non ti trovi nella possibilità di farlo come si vuole, è meglio andarsene».
Un paio di giocatori in questi anni sono stati legati alla figura di Romeo Callegari, si tratta di Desiato e Gentile che adesso è fuori per infortunio. «Gentile torna a giocare dopo un’operazione importante e sinora è stato indisponibile. Con lui ho rapporti di affetto non solo calcistici. Siamo entrambi dispiaciuti che questo sia avvenuto, lui chiederà di essere svincolato. A Desiato come a Gentile ho detto di parlare con la società e scegliere la soluzione migliore per la lorocarriera. Auguro, invece, al Comacchio di fare benissimo anche senza di me o di loro. Prima ero io referente e garante di Desiato e Gentile, oggi non lo sono più, ho detto loro di fare delle valutazioni. Non sono mai stati obbligati a seguirmi».
Anche Romeo Callegari ha dei progetti, la sua voglia di fare calcio non termina qui: «Tra le tante attività proseguo nella gestione dell’Ugo Costa sulla scuola calcio; in Comune ho presentato progetti per il rilancio della società e per fare qualcosa di interessante in questo centro sportivo cittadino. Da tanto tempo rivolgo occhio particolare ai giovani che a me piacciono molto. Poi, se qualche società lo vorrà, potrò anche andare altrove a portare la mia esperienza».
Palmares di tutto rispetto per l’imprenditore che è approdato in laguna nella stagione 2012-2013: «Prima ero dirigente a Cento, il primo anno a Comacchio l’ho fatto in disparte, dopo mi sono dedicato interamente ai rossoblu. In precedenza, ho fatto il responsabile del settore giovanile Spal che è diventata campione d’Italia Giovanissimi ’88 con ragazzi come Azor e Franceschini; a Rovigo ho vinto la serie D, a Reno Centese non abbiamo vinto, ma fatto un’ottima figura in Eccellenza, poi campionato e Coppa con l’Emmetre, infine dalla Terza all’Eccellenza con la Centese. Sono stato fortunato nel calcio, ho sempre trovato gli ambienti giusti per vincere».
Corrado Magnoni
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