«Costruiamo una rete per rilanciare lo sport»
Il “debutto” dell’assessore Merli con una relazione competente
FERRARA. Lucido, competente, pieno di buone intenzioni. Nel suo intervento d’apertura ai lavori della Conferenza comunale dello sport, il neo assessore Simone Merli - ieri alla sua prima uscita pubblica organica sulle problematiche che coinvolgono la sua delega - ha dimostrato di essere sul pezzo. E, diciamolo, non è in ottima compagnia, com’è emerso dal dibattito. Ma restiamo su Merli.
Dopo i ringraziamenti e aver ricordato l’invito ai precedenti assessori allo sport (Stabellini c’era, Masieri no), Merli è partito: «Il 4 novembre 1964 si è riunita la prima Consulta dello sport a Ferrara: c’erano molte risorse da spendere, l’amministrazione riunì tutti per decidere come distribuirle. 50 anni dopo mentirei se dicessi la stessa cosa. Allora non erano lesionate dalla guerra solo le strutture sportive, ma anche le persone, dentro: anche lo sport servì a ricostruire, a riaggregare».
Teniamolo a mente e andiamo avanti: «Lo sport - ha proseguito l’assessore - troppo spesso è considerato un costo e non un valore. Invece è un patrimonio, può far stare insieme persone diverse, coinvolge tanti giovani, le loro famiglie. E dev’essere anche un brand accattivante da vendere».
E due. Dando un’occhiata agli appunti, ma proseguendo a braccio, Merli ha definito l’appuntamento di ieri: «È il punto di partenza di un percorso nuovo, per costruire assieme: ecco perché c’è l’assessore ai lavori pubblici Modonesi, per l’impiantistica, e l’assessore Felletti per la scuola e le pari opportunità, perché lo sport è anche cultura, turismo, economia, se ben organizzato».
«Se», dice Merli, consapevole dei problemi: «Nel 2014 - ammette - non abbiamo un calendario dello sport, a Ferrara ci sono 200 iniziative e ciascuno di noi ne conosce 4 o 5».
Ma ha un’idea di come cercare le soluzioni: «La rete non è solo una metodologia, ma un’occasione per venire fuori dalla crisi: dobbiamo sederci attorno a un tavolo per migliorare, ciascuno e tutti assieme, la qualità dell’offerta».
Ancora problemi. Merli mette in cima impiantistica e scuola, ma va subito oltre: «Guardiamo alle potenzialità. Lo sport per i giovani, le famiglie, la cultura, la salute (dico sempre “riempiamo le palestre e svuotiamo gli ospedali”), l’incontro fra generazioni».
E si cala nel proprio ruolo: «Serve la politica, quella vera, che studia i problemi, sa di cosa parla, è concreta e vuole modificare le leggi. Per questo lo scorso 19 settembre ho chiamato a Ferrara gli assessore allo sport dei Comuni di Bologna, Modena e Reggio Emilia: dal momento che a breve si voterà per la Regione, riusciamo come Area vasta a chiedere cose comuni, a dare forza alla delega allo sport per avere risorse, favorire chi vuole investire nello sport con sgravi fiscali? Dico insieme, perché l’unico modo per venirne fuori non è la guerra fra vicini: noi non siamo né i più grandi nè i più forti. Insieme, invece, rappresentiamo 4 milioni e mezzo di cittadini. E ancora: quante e quali risorse possiamo recuperare in Europa? Sempre uniti, perché vincono i bandi quelli che costruiscono le reti e propongono un progetto d’insieme».
Un passaggio su sè stesso ci stava: «Non credo che il sindaco mi abbia chiamato a gestire l’esistente, ma per cambiare confrontandomi con la nuova realtà. Ferrara ha un mare di potenziale, di giovani con competenze. C’è una generazione che ha studiato, che studia, che vuole studiare: diamole dei grandi obiettivi, puntiamo in alto, e facciomolo assieme. Vi chiederò delle idee e vi darò conto di quel che faccio».
Un passaggio forte, poi, sulla disabilità: «Quello dei diversamente abili non è un mondo da proteggere, ma da coltivare esattamente come gli altri, non è un ramo distaccato dal resto dello sport».
Infine, l’appello: «Sono qui con trasparenza e lealtà: se c’è un problema, ditelo, non voglio voci di corridoio». E il proposito: «Dobbiamo lasciare a chi viene dopo qualcosa di meglio di quello che abbiamo trovato».
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