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Kenny be good e la Mobyt suona la musica giusta

di Marco Nagliati
Kenny be good e la Mobyt suona la musica giusta

Una grande prova di Hasbrouck e la solidità di Ferri tolgono l’ansia del debutto Scafati ha pochi sussulti ed è comunque sempre domata. E il pubblico gradisce

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FERRARA. Kenny Hasbrouck apparecchia il Pala Hilton Pharma come fosse il salotto di casa. Gioca con la faccia divertita e rende semplici le cose che - invero - non lo sono. Presa per mano dal suo talentuoso asso statunitense, la Mobyt depotenzia l’esordio in campionato con Scafati ad una partita con qualche saliscendi ma sostanzialmente sempre dominata. Un unico vero passaggio a vuoto nei primi 7’ del terzo quarto, poi le ciabatte alla fine quando avanti di venti (76-56) i biancazzurri hanno lasciato ai campani tanti tiri “ignoranti” tutti regolarmente nel cesto. Poteva essere un successo larghissimo nei numeri, lo è comunque stato nella sostanza. Hasbrouck dominante (24 punti, 7 assist e 4 palloni recuperati) alle “voci” visibili sullo scout, ma anche immenso in marcatura su Hamilton. L’esterno avversario ha avuto qualche momento di gloria quando l’ha marcato Amici, ma sotto le grinfie di Hasbrouck lo scafatese s’è divertito pochissimo.

Presa per mano da Kenny, sotto lo sguardo saggio di Ferri che ha prodotto una significatica prestazione da leader silenzioso (capitan Mike ha comandato le operazioni lasciando “luce” agli altri), la Mobyt è partita bene. Mettendo la sordina all’eventuale tensione di un esordio casalingo. Più rodata e con certezze e malizie maggiori rispetto alla rinnovata Scafati, la squadra di coach Furlani ha iniziato puntando sulla base solida: playmaking di Ferri, assist di Hasbrouck in area e cesti di Benfatto: 11-5 al 5’. Più difesa che attacco, in questo mini tempo. Tanto per mettere i mattoncini giusti. Scafati ha faticato a trovare le misure, la calma. Tanti palloni persi. Due triple di Hasbrouck e la partita s’è fatta dolce: 24-9 al 10’. In attesa di un gioco spumeggiante, Furlani abbraccia compiaciuto la blindatura difensiva. Retroguardia frenetica ma energetica, attacco adrenalinico con Huff smanioso e un filino sopra le righe. Non sempre si può giocare ventre a terra. La Mobyt dà subito la vetrina a Bottioni (solido) e Pipitone, che finalmente ottiene il rispetto dagli arbitri. Sta in campo bene, prende coraggio. Diventerà un punto di riferimento nel prosieguo dell’incontro. Gli ospiti hanno ben presto problemi di falli: Ghiacci e Ruggiero in panca con tre. Al 15’ estensi avanti 31-13 e Furlani richiama Hasbrouck, mette il lungagnone Amici sul piccoletto Hamilton. E il folletto campano insacca una tripla. Amici stringe la marcatura e viene battuto in penetrazione. Si riavvicina e busca un’altra tripla. Scafati sente l’odore del sangue, si piazza a zona. Huff insacca da tre. In più torna Hasbrouck e si francobolla su Hamilton, che subisce psicologicamente il carisma di Kenny. Dal campo, nei restanti 25’, il campano realizzerà una sola tripla a gara ampiamente compromessa. Riaggiustato il quintetto, rimesso Amici in ala (buona e altruista la partita di Alessandro), la Mobyt riparte: 45-30 all’intervallo. Con due-tre azioni efficaci di Hasbrouck che era stato stoppato due volte: ecco, fatelo arrabbiare...

È la ripartenza, usciti dallo spogliatoio, il problema biancazzurro. Ferrara ha lasciato per strada il sano agonismo, sbaglia qualche tiro per eccesso di confidenza. Registra 3º (fischio sbagliato) e 4º (fischio giusto) fallo di Benfatto. La via del canestro è smarrita, la Mobyt soffre un filino sui balzi a rimorchio di Simmons. Becca un parzialone di 1-11 che riapre la partita: al 27’ siamo 46-41. Ma se Scafati ha impiegato 7’ per guadagnare 10 punti, la Mobyt in 2’ scarsi rifila il ceffone di 12-0 che toglie qualsivoglia insorgere dell’ansia. Ottimo Pipitone con un 2+1, luccicante Amici con una tripla sfrontata in contropiede; altre due “bombe” di Hasbrouck. Al 30’ il tabellone fa lampeggiare un meritato 64-48.

Si potrebbe anche chiudere qui. Ma si sarebbero perse altre perle. L’altruismo di Amici e Castelli, ad esempio. E l’ultimo lampo con cui Hasbrouck rientra sul parquet e si congeda dal pubblico. Siamo al 35’, tutto in meno di un minuto: tripla, poi palla rubata e infine assist. Al 36’ Mobyt avanti 76-56. Inutile esagerare e la vettura si spegne. Non perché entrano quelli che hanno giocato meno, semplicemente tutta la squadra si accomoda sui sedili. Scafati rosicchia e dimostra di avere carattere. La Mobyt vince e dimostra di avere potenzialità interessanti.

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