“Malato” di Spal sin da bambino «Ora scopro nuove discipline»
FERRARA. “Malato” di Spal. Che l’assessore Merli sia anche un irriducibile tifoso biancazzurro non è un mistero: «Sono stato contagiato da mio cugino Luca e da mio zio Claudio. La prima partita la...
FERRARA. “Malato” di Spal. Che l’assessore Merli sia anche un irriducibile tifoso biancazzurro non è un mistero: «Sono stato contagiato da mio cugino Luca e da mio zio Claudio. La prima partita la vidi con mia mamma a Cento, da bambino, una Spal che purtroppo perse, mi pare 1-0: c’eravamo io, mio cugino, mio fratello e il mio amico Luca. Era la metà degli anni ’80: ho un cuore tenero, mi bastò poco per innamorarmi».
E un cuore grande, aperto ad altre discipline: «Adesso vedo tanti sport, ad esempio la pallamano, sia maschile che femminile, e l’ho scoperta: ci sono impegno, forza fisica, fatica... Basket e volley già li conoscevo, ma sono un appassionato di calcio, per questo non lo guardo più in tv, quel calcio lì e quello che ci gira attorno non mi piace. Ma la Spal è la Spal: è un patrimonio della città, anche chi non va alla Spal, chiede cos’ha fatto. Ancora adesso Fabio Capello ricorda che qui a Ferrara si dice “andiamo alla Spal”, anzichè allo stadio».
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