Mobyt, un primo passo efficace e convincente
Basket A2 Silver. Intrapresa la strada giusta nel debutto di domenica con Scafati Livello difensivo alto e maggiore qualità nell’attacco. Con una vena di altruismo
FERRARA. Quello che serve. Un passaggio, un aiuto difensivo, un rimbalzo. Un assist. Un sorriso. Il debutto in campionato della Mobyt, domenica al Pala Hilton Pharma, non è stato soltanto “bagnato” da una indiscutibile vittoria su Scafati (81-73). E già non sarebbe poco. Si sono visti germogli di squadra. «Premessa: il livello medio del torneo, quest’anno è più alto rispetto alla scorsa stagione» avverte il direttore sportivo biancazzurro Andrea Pulidori. Che aggiunge: «Scafati è sicuramente una buona squadra e noi abbiamo gestito abbastanza bene l’esordio. Sinceramente non ci sentiamo la squadra migliore, ma potremo fare bene». Se....
«Se ognuno farà quello che serve. Se avremo disponibilità. Penso a Ferri che ha rinunciato ai “suoi” pick & roll per prendersi un tiro, preferendo mettere in ritmo i compagni. Penso a Benfatto, che ha avuto problemi di falli ma ha catturato dieci rimbalzi. Oppure Pipitone che quando contava ne ha catturati nove. E, ad esempio, ad Amici o Castelli che hanno messo energia difensiva. Atteggiamento buono ed intensità: aspetti che fanno piacere e che dovremo mantenere. In questo modo diremo la nostra».
Intanto, la Mobyt sta traghettandosi verso il nuovo corso (attacco più naturale e spumeggiante rispetto alla scorsa edizione) affidandosi per lunghi tratti al vecchio libro mastro: difesa efficace. La tensione legata alla “vernice” interna è stata ben coperta con un 24-9 che ha tolto la paura. Scafati asfissiata e in attacco estensi che sono andati sul sicuro: regia senza fronzoli di Ferri, assist sotto canestro di Hasbrouck e cesti comodi di Benfatto. «Mettiamola così - precisa Pulidori -: quando parliamo di maggiore attitudine offensiva, vogliamo dire che a livello individuale questo gruppo ha più talento rispetto a dodici mesi fa. Dopodiché, se non difendi non vinci. O ne vinci poche. Servono voglia e atteggiamento giusti: domenica ci sono stati».
Qualche dubbio, il precampionato l’aveva trascinato sul desktop della Mobyt. «Eravamo stati alterni nelle prestazioni, al di là dei risultati. Non sempre l’atteggiamento difensivo era stato adeguato: troppi alti e bassi. C’era da capire come avremmo reagito alla prima gara ufficiale della stagione. Inoltre Scafati si presentava bene, con un precampionato importante».
«La risposta ci ha confortato - sottolinea Pulidori -; i lunghi hanno raddoppiato bene sul pick and roll alto ed Hasbrouck ha fatto vedere come e quanto può fare bene sui due lati del campo. Insomma, il successo è stato più merito nostro che demerito loro». Hasbrouck, certo. La stella che pone ogni giocata sul piano della naturalezza. Ma che poi produce una difesa maestosa su un play-guardia molto interessante qual è lo scafatese Hamilton. Se la punta di diamante svolge lussuosamente anche il lavoro sporco...
In attesa che Huff cresca ci sono dobloni nella cassaforte di coach Furlani. «Huff sappiamo perfettamente che caratteristiche ha - spiega Pulidori -; è abituato a giocare a campo aperto, va sfruttato per certe cose. Ha folate inarrestabili e vola in contropiede. Deve crescere quando è in scena un basket ragionato e noi, però, dobbiamo prendere rimbalzi per alimentare il gioco di corsa».
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