Palazzese avverte Occhio a Lapadula
L’indimenticato ex, teramano, analizza la sfida al vertice «Ma è importante che la Spal abbia trovato la quadratura»
FERRARA. Da Renzi a Paolinelli. Da Zecchina a Pelliccia. Da D’Eustacchio a Bresciani. Da Nordi a Marco Aurelio, fino ad Azor e Mangoni. Sono tanti i giocatori che, in stagioni più o meno vicine, hanno vestito sia la maglia della Spal che quella del Teramo.
Curioso invece che il teramano più illustre ad aver giocato in biancazzurro non abbia mai militato nelle fila dei Diavoli (quasi come bomber Mino Bizzarri, di Roseto, una sola presenza in biancorosso). Il riferimento ovviamente è a Giuseppe “Peppino” Palazzese, funambolica ala destra della Spal di Paolo Mazza”, campione d’Italia De Martino, nazionale Under 23. Teramano di Notaresco (lo stesso paese di Ercolino D’Eustacchio), Palazzese è sempre legato a Ferrara:
«Non potrebbe essere diversamente. Il desiderio sarebbe quello di fare continue rimpatriate, come del resto ad Avellino o Brindisi, ma ovviamente non è possibile».
A Teramo come vivono questo inizio di campionato ed i giorni di vigilia che precedono la partita di sabato al “Mazza”?
«Sarà uno scontro al vertice, e la cosa mi fa piacere. A Teramo la squadra è seguita, c’è discreto entusiasmo, vedrete che sabato i biancorossi avranno un buon numero di tifosi al seguito. Sarebbero stati ovviamente di più se non fosse arrivata la doccia gelata della sconfitta interna nel derby con L’Aquila».
Una sorpresa?
«Per gli opposti momenti che stavano vivendo le due squadre. Attenti all’Aquila: buona formazione, potenzialmente molto valida, mi meravigliavo per le difficoltà sta stava attraversando. Quanto al Teramo, è formazione globalmente giovane, che mister Vivarini fa giocare a calcio. Un elemento da tenere d’occhio? Lapadula: davvero niente male. Buon giocatore, la Spal dovrà fare attenzione».
Dei biancazzurri che pensa?
«La Spal dopo un avvio difficile è lassù in alto. Sta raggiungendo una sua quadratura, e ciò è molto importante in un campionato come questo. In più sono felice per la ritrovata passione della “piazza”».
Paolo Negri
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