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Estense, lo strike più bello «Ma pensiamo a salvarci»

Estense, lo strike più bello «Ma pensiamo a salvarci»

Pallamano A1/M. Festeggiata la vittoria nel derby con il “bowling umano” Resca: successo importante e ne serviranno altri, però stiamo crescendo

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FERRARA. Il bowling umano è la classica esultanza dell’Handball Estense al termine di una partita vinta. Dopo la sirena e i saluti agli avversari, i biancazzurri si mettono al centro del campo stretti stretti, mentre l’immarcescibile Andrea “Furia” Ansaloni gli tira contro rasoterra una palla. I ragazzi si lasciano cadere all’indietro come fossero birilli dopo uno strike. Anche sabato è finita così, dopo il successo casalingo contro Bologna al termine del derby più acceso di serie A.

«Ci tenevamo tanto a vincere quella partita - dice il centrale Matteo Resca -, temevamo i loro terzini e ci siamo allenati per limitarli. Sapevamo che sono forti e avevano messo in seria difficoltà la capolista nel precedente turno di campionato. Ci siamo allenati molto bene in difesa, poi i gol li abbiamo subiti dalle ali, ma direi che il piano ha funzionato anche grazie a quel pizzico di grinta in più che ci abbiamo messo».

Obiettivi stagionali immutati per la Sgm, che mira sempre alla salvezza: «Rimaniamo con i piedi per terra - continua Resca -, ci sono due o tre squadre come noi e Bologna, ad esempio. Per salvarci abbiamo l’obbligo di mettere quante più avversarie possibile dietro di noi. Credo che abbiamo le carte in regola, il campo dirà se abbiamo ragione o meno».

In casa biancazzurra si plaude anche al buon inserimento del nuovo acquisto: «Pikalek è un ottimo ragazzo, sia dal punto di vista umano che atletico. Le prime impressioni su di lui sono molto buone. Si deve ancora inserire pienamente nella nostra realtà, ma direi che ci sarà molto utile per aiutarci a crescere ancora».

Così come i “vecchi” del gruppo, quei ragazzi del 1985 che avevano vinto lo scudetto Allievi: «Siamo rimasti solo io, Anania e Matteo Tosi, faremo da “chiocce” alle nuove leve. Tra gli acquisti estivi della prima squadra c’è anche Sergio Delvecchio, che fa molto piacere avere con noi; aveva smesso giovanissimo, ma è sempre rimasto vicino all’ambiente. In più, è figlio di un dirigente storico, che oggi non c’è più, tra i più amati e stimati nella nostra realtà».

Per quanto riguarda Resca, il giocatore dà una mano alla società anche fuori dal campo: «Faccio l’aiuto allenatore dell’Under 14 di Giulio Nardo. Ci alterniamo agli allenamenti in base ai rispettivi impegni».

Resca non fa più parte della Nazionale: «Avevo fatto presente allo staff azzurro che per motivi di studio non sarei più stato disponibile e così è stato. In più la Nazionale si è molto ringiovanita».

Corrado Magnoni

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