Spal a secco sotto il diluvio
Addio primato. Ripresa di sofferenza (due legni ospiti) ma gol valido annullato a De Cenco
FERRARA. La Spal perde il comando della classifica, conquistato una settimana prima, ma alla fine non può recriminare più di tanto nonostante il gol annullato a De Cenco. Anzi, viste le occasioni avute dal Teramo nella ripresa ed i due legni colpiti dagli abruzzesi, il pareggio può considerarsi equo. Più che preoccuparsi per il primato, la Spal deve essere soddisfatta per non aver perso, per aver portato a sei i risultati utili consecutivi, per non aver subìto reti (con fortuna, questa volta, ma fa parte del gioco) per la quarta gara di fila. E poco importa che sotto il diluvio sia rimasta... a secco, di gol.
Spal (già priva degli infortunati Lazzari e Gasparetto) con l'assenza dell'ultima ora dell'influenzato Aldrovandi (gioca Silvestri), come dalla panchina manca Rosina (già messo in distinta) che nel pre-partita scivola sbattendo la schiena sui gradini ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Rientra Togni dalla squalifica, così Capece viene nuovamente arretrato al centro della ormai abituale difesa "a cinque". Teramo col 4-4-2, in avanti il rientrante Bucchi e Lapadula recuperato dall'infortunio (vistosa la fascia elastica alla coscia sinistra, che l'arbitro fa togliere dopo una ventina di minuti perché... nera sotto i pantaloncini rossi!).
Avvio equilibrato, gioco a centrocampo. Teramo timiduccio, Spal che non pressa una difesa che in fase di disimpegno non pare irreprensibile. La Spal va a strappi, accenna ad essere pericolosa quando trova spazio in fascia. All'8' bello spunto e cross di Legittimo da sinistra, gli abruzzesi si salvano in corner con affanno. Al 15' iniziativa di Filippini che entra in area sul centro- destra e tira; la conclusione viene ribattuta ed il pallone schizza a destra per Ferretti, bravo a crossare "alla Kaltz" sul secondo palo ove Germinale, in tuffo di testa, spedisce fuori. Il Teramo mette il nasino fuori al 17' quando Lapadula tenta lo shoot al volo da fuori su errato rinvio con i piedi di Menegatti: palla a lato. Gara nel complesso avara di brividi. La Spal abusa di lanci lunghi che il "povero" Ferretti non vede mai e che sono preda dello statuario Diakite. Il Teramo, orchestrato dal piccolo-grande Cenciarelli (un giovane che ricorda Carrus), cerca il fraseggio, rasoterra. Gli è che non incide, o dà la sensazione di non farlo (poi la musica cambierà). La Spal dal canto suo stenta ad articolare una manovra corale, produce solo un paio di accelerazioni nel finale: al 42' quando Ferretti va via all'imbarazzante Perrotta e serve Landi che, solo in area, calcia male di destro alzando sopra la traversa; ed al 43' con Ferretti che si libera bene in area e poi conclude di forza non trovando lo specchio.
La ripresa vede una Spal entrare malissimo in partita. Il Teramo comanda e spreca l'incredibile al 2' quando, dopo uscita a vuoto di Menegatti (che si scontra anche con un compagno), il pallone giunge a Bucchi che a porta sguarnita riesce a centrare l'incrocio. Poi è Lapadula all'8' ed all'11', con due colpi di testa, ad incutere timore. I fulmini ed i tuoni che squarciano il cielo sembrano destare la Spal che produce... un lampo. Ingenuità ospite, punizione a due in area (al 18') e tocco per Giani che la piazza rasoterra di sinistro trovando un piedaccio che quasi sulla linea salva in corner. E dopo?
Poco o nulla sul fronte spallino. Brevi tenta di animare la squadra con l'ipervitaminico De Cenco in luogo di Germinale. Il brasiliano ce la mette tutta, e con profitto, ma è dura. Anzi, durissima. Ai biancazzurri va di lusso quando al 34' la conclusione di Buonaiuto è deviata da Capece, col pallone che a Menegatti battuto esce in corner facendo temere per l'autogol. E dall'angolo si sviluppa un mischione incredibile, con traversa di Lapadula. In area, la Spal soffre l'inverosimile, anche succesivamente. E il centrocampo né filtra, né imposta. Entra Di Quinzio per Fioretti. Nulla da segnalare se non le proteste per il gol annullato a De Cenco al 43' per presunto fuorigioco dello stesso attaccante, lestissimo a ribattere dentro dopo l’opposizione di Tonti alla prima conclusione. L'errore dell'assistente pare clamoroso, ma la Spal, in fondo, non ha di che dolersi. Il gol, se buono, doveva ovviamente essere convalidato, e tutti avremmo incartato con sommo piacere (ed evidenti riflessi in classifica). Epperò, un’analisi globale non può sorvolare con quanto si è visto nella globalità dell’incontro.
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