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De Cenco risorsa che vale La Spal studia le soluzioni

di Paolo Negri
De Cenco risorsa che vale La Spal studia le soluzioni

L’attaccante finora è sempre entrato e non ha mai giocato più di 24 minuti Ma i suoi ingressi hanno avuto grande impatto: Caio può essere un plus

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FERRARA. A ognuno il proprio Caio. Apelido non infrequente, per gli attaccanti brasiliani. Da quel (Caio) Ribeiro Decoussau di non imperitura memoria interista e napoletana, al (Caio) Canedo Correa che i petroldollari dell’Al Wasl hanno appena strappato a palcoscenici che ben più meritava.

Ai nostri orizzonti, la Spal si gode il suo, di Caio. Che giocando in Italia è ovviamente obbligato ad usare il cognome, De Cenco, ma che come i già citati omonimi (di nome e di ruolo) ha natali brasiliani.

La Spal se lo gode? Siamo stati imprecisi. Meglio dire: se lo gode parzialmente. O ancora: potrebbe goderselo di più. Perchè finora le apparizioni di Caio De Cenco sono state centellinate: 24 minuti più recupero a Savona, a gara decisa (per i liguri) e con la broncopolmonite appena messa in archivio. Tutta panchina col Santarcangelo, 9 minuti più recupero a Gubbio. Con l’Ascoli, una mezz’oretta e un impatto determinante: tre gol sfiorati, la partecipazione all’azione della rete-vittoria, movimento, migliore in campo. Contro la Lucchese 22 minuti più recupero, con la Spal ormai tutta a contenere, in dieci per l’espulsione di Togni, e rarissimi palloni a spiovere in avanti. A San Marino 18 minuti più recupero, il tempo per andare vicino al gol ed effettuare qualche buona sponda. Infine, sabato sera contro il Teramo 22 minuti (più il solito recupero) giocati come un indemoniato, a correre, scattare, mostrare buone intuizioni e segnare il gol di una vittoria che sarebbe stata “larga” ma che nessuno avrebbe avuto la puzza sotto il naso di rifiutare o di sottostimare, al netto dell’evidente andamento di una ripresa di marca (e occasioni) teramana. Solo che quel gol è stato annullato, impedendo sia il successo che il primo centro ufficiale di De Cenco in maglia Spal. Una rete, va sottolineato, che era validissima, anche se è improprio affermare - come pure facciamo - che è stata annullata, visto che l’assistente ha alzato la bandierina sulla prima conclusione di Caio (ribattuta dal portiere Tonti) e non sul tap-in vincente. Ma De Cenco era partito in posizione regolare, alle spalle di Diakitè, e forse c’era anche Speranza a tenerlo in gioco. Al di là di ciò, gli interrogativi ed i temi di riflessione sono altri: De Cenco può essere un valore aggiunto per l’attacco spallino e per la squadra tout court? E’ complementare con Fioretti e/o Germinale? Può fornire altre soluzioni rispetto a quelle attuali che (a dispetto delle occasioni che, obiettivamente, ci sono ad ogni gara) vedono soprattutto Fioretti troppo o molto isolato e con palloni raramente giocabili? Può giocare più dei 24 minuti al massimo (più recupero) avuti a disposizione finora? Ha le qualità e l’autonomia per essere schierato anche dall’inizio?

Risponderemmo sì su tutto il fronte. La materia è ovviamente di esclusiva competenza di mister Brevi. Attento osservatore, rigido ma non integralista. Il tecnico ha recentemente affermato che sostituisce sempre, o spesso, gli attaccanti che partono titolari perchè svolgendo il ruolo di “primi difensori” per lui fondamentale negli equilibri collettivi, spendono molto energie. Di risorse le punte spalline ne consumano a iosa anche perchè sovente devono svolgere un lavoro non ricco di palloni giocabili. Ecco che va valutato quanto, come e quando De Cenco può aiutare la Spal a compiere un ulteriore passo avanti sul cammino della crescita attestata dagli attuali sei risultati utili di fila.

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