Spal, serie positiva e record di pubblico
Serie C. Col Teramo 6º risultato utile di fila e maggior affluenza dal 2007 a oggi: la perdita del primato è meno amara
FERRARA. Se è vero che in casa-Spal non guardano alla classifica, allora la perdita del primo posto - appena una settimana dopo averlo conquistato - sicuramente non rappresenta un grande problema, un particolare rammarico, un dispiacere accentuato. Se in teoria si può parlare di occasione persa (gara casalinga, scontro diretto, chance per aumentare il divario sulla seconda piazza), il campo ha detto che il pareggio finale è stato forse risultato equo. Lo 0-0 non è apparso come specchio testuale dell’andamento del match (due legni ospiti, il gol annullato allo spallino De Cenco, oltre a qualche occasione assortita), ma i biancazzurri non possono alzare maledizioni ad Eupalla, poichè la rete non convalidata (e, sinceramente, aveva tutti i crismi della regolarità) non fa dimenticare i diversi gravi pericoli corsi in una ripresa castigata dalla pioggia e segnata dal frequente apparire minaccioso del Teramo in area spallina. E’ curioso che sia finita 0-0 contro una squadra (quella abruzzese) che mai aveva pareggiato e la cui difesa era e resta la terza peggiore del girone, ma queste sono le bizzarrie del calcio.
La Spal non manca di motivi per consolarsi. Resta in un’invidiabile posizione di classifica (seconda, a -1 dalla Reggiana solitaria battistrada) ed ha portato a sei i risultati utili consecutivi. In un campionato talmente livellato ed equilibrato come questo, si dice sempre che la continuità è prerogativa fondamentale per arrivare lontano. E allora, inanellare una striscia positiva, darle corpo, non può che essere apprezzabile. La Spal nelle ultime sei gare totalizza quattro vittorie e due pareggi, 14 punti conquistati su 18 a disposizione, ed 1 solo gol (su rigore) al passivo: di più, nelle ultime quattro partite la porta di Menegatti non è mai stata violata. Certo, le cifre vanno sempre lette, interpretate, e gli sbandamenti della difesa nel corso della ripresa di sabato sera, la mancanza di filtro del centrocampo, l’avere il Teramo spesso e volentieri nella metà campo (e nell’area) biancazzurra, i due legni colti dagli abruzzesi e gli altri tre brividi corsi, fanno dire che nella circostanza l’imbattibilità difensiva è stata dettata più dalle circostanze che da effettiva solidità. Epperò, i numeri restano e spiegano statisticamente la ripresa e l’ascesa della Spal dopo le prime due giornate. Sarà interessante la verifica di sabato a Prato, contro la squadra toscana che vanta il miglior attacco del girone (e la seconda peggior difesa, non dimentichiamolo).
Al di là di tutto ciò, la Spal gongola per la risposta del proprio pubblico. Sabato sera con il Teramo si è registrata un’affluenza record: 3.614 paganti, 5.363 spettatori complessivi. Era dal giugno 2007 (semifinale play off di ritorno contro la Paganese, 5.900 tifosi) che non si contava così tanta “gente”. Si può pensare che senza l’inatteso e violento temporale del tardo pomeriggio - che certo ha dissuaso più di uno ad uscire di casa per andare ad acquistare il biglietto - i paganti sarebbero stati ancor di più. Di certo è andata benone anche così, ad ulteriore testimonianza della passione di Ferrara, del sempre più tangibile riavvicinamento alla Spal (processo favorevole iniziato non da pochi giorni), dell’incidenza di risultati e classifica, dell’amore del popolo per i biancazzurri. E se la serie di risultati utili verrà corroborata, allora non è peregrino pensare che davvero la società metterà in difficoltà Comune ed autorità, per valutare anche la riapertura della gradinata.
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