Tresigallo, l’astuzia che vale tre punti
Al Casumaro non perdona le distrazioni e realizza un poker di reti
TRESIGALLO. Con un sorprendente poker un cinico e concreto Tresigallo supera il Casumaro conquistando il secondo successo consecutivo. I rossoblu non sfigurano, ma pagano a caro prezzo tutte le distrazioni difensive. La prima opportunità è per il Tresigallo al 5' con Chendi che dal limite manca di poco. Il Casumaro è pericoloso al 21' con un contropiede che non va a buon fine dopo una conclusione larga di Zappaterra. Il vivace Darraji si conferma l'uomo più pericoloso degli ospiti al 32' con una traversa colpita da posizione defilata, dopo aver evitato l'intervento in uscita di Benini. Con una punizione a giro dal limite, Zappaterra al 42' impegna Benini che devia di lato. Nel momento migliore dei rossoblu, è la formazione di Palmonari a passare in vantaggio allo scadere del primo tempo; perfetta verticalizzazione di Chendi per Pavani che scatta in posizione regolare e batte A. Balboni . A inizio ripresa, il neoentrato M. Balboni è subito pungente con un sinistro incrociato che esce di pochissimo. Il Casumaro costruisce, ma a segnare è ancora il Tresigallo; galoppata sulla sinistra di Cavriani che crossa sul secondo palo per Cavolesi che mette al centro per Pavani, abile a mandare a vuoto Bizzi e a ribadire in rete da due passi. Al 62' è ancora la traversa a dire “no” ai rossoblu, dopo un potente destro di Zappaterra. Nel finale i gialloverdi mettono in cassaforte il risultato, prima con un delizioso pallonetto di Frezzato, poi con Cavolesi, servito ottimamente in profondità.
Spogliatoi. «Non è stata una gara facile - commenta il tecnico tresigallese Palmonari - Sono soddisfatto della prova dei miei giocatori, anche perché ci eravamo preparati a soffrire. Ora dovremo rimanere con i piedi per terra». Amareggiato l'allenatore del Casumaro, Vinci: «La vittoria del Tresigallo è ineccepibile. Siamo stati molto lenti e disattenti. Ho provato a dare una scossa nella ripresa effettuando due cambi, ma purtroppo non è servito».
Andrea Benazzi
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