Un tracollo incredibile per l’immaturo Kaos
Serie A. Contro la Luparense i neri sono stati raggiunti sul 5-5 ed erano avanti 5-1 Deluso il patron Calzolari: «I soliti errori nonostante il miglioramento della rosa»
FERRARA. «Non abbiamo fatto il salto di qualità». Queste le parole stringate con cui il patron del Kaos Futsal, Marco Calzolari, fotografa l’incredibile 5-5 di sabato con la Luparense. Agli occhi di chi non ha seguito la gara, potrebbe sembrare persino un buon risultato, ma la realtà dei fatti dice che a pochi minuti dalla fine la squadra di Capurso era sopra addirittura 5-1 e con una certa padronanza della situazione. Poi il tracollo di fronte all’immarcabile (e immarcato) Giasson portiere di movimento. Tattiche difensive completamente stravolte in casa Kaos, crollato sotto i colpi di Cebola e dello stesso bombardiere azzurro ex Pescara: «E per come si erano messe le cose – continua il patron -, possiamo pure dire che è andata bene, perché la Luparense alla fine ha sfiorato il vantaggio. Peccato, evidentemente c’eravamo illusi dopo l’ottimo precampionato».
Devastanti, nell’economia della partita, i 5 decisivi minuti finali: «È impensabile farsi rimontare 4 gol in così poco tempo con giocatori del nostro calibro. Siamo spariti dal campo, non abbiamo intercettato più un pallone. Dispiace perché fino a quel momento avevamo dominato, sembra quasi che le cose non siano cambiate rispetto alla passata stagione, nonostante il miglioramento del roster. L’unica cosa da fare ora è analizzare l’episodio per evitare che si ripeta in futuro. Mettiamo da parte le illusioni iniziali e lavoriamo».
Parole d’elogio per il giovane portiere Timm: «Si sta comportando bene, è la nota positiva».
Visibilmente affranto mister Capurso, spiazzato dalla debacle difensiva dei suoi nel momento chiave: «C’è poco da dire, per 30’ abbiamo tenuto bene la pressione della Luparense, segnando 5 gol meritati. Poi, quando hanno inserito il portiere di movimento, è iniziato un altro match, totalmente diverso da quello da noi interpretato ottimamente in precedenza. Non siamo stati bravi a prendere le giuste contromisure ed è strano, perché lavoriamo tanto su questo fondamentale. Abbiamo pensato troppo presto di aver vinto. Manca ancora l’esperienza giusta per uscire vincitori da situazioni complicate».
Costantino Felisatti
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