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Mobyt, viaggiare è il solito incubo Il virus rimane

di Marco Nagliati
Mobyt, viaggiare è il solito incubo Il virus rimane

Basket A2 Silver. Domenica a Treviglio è arrivato un ko pesante: anche nei numeri

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FERRARA. Se l’ambiente Mobyt aspettava la sfida di Treviglio per capire quanto i mesi estivi avessero fatto passare il “virus da trasferta”, beh meglio prenderla con filosofia. Tipo: «Proprio vero, non ci sono più le stagioni di una volta». Nel senso che la “falsa estate” che ci siamo lasciati alle spalle, tra i vari spiacevoli effetti collaterali ha aggiunto anche il non aver avuto effetti curativi sui biancazzurri. Anzi, se possibile ha peggiorato questa sorta di sindrome che prende i cestisti estensi lontano da Ferrara: quello di domenica è stato il ko peggiore in termini numerici. Un “-28” sonoro come un ceffone inatteso. È solo la seconda di campionato, tra l’altro il primo scivolone esterno della stagione. Squadra nuova, torneo “giovane”: quindi rubricabile alla voce giornata storta. Per ora.

Rimane però il fatto che la Mobyt ha mantenuto sette giocatori dell’ultimo torneo e che, appunto, nella scorsa annata dal girone di ritorno in poi - lontano dai propri tifosi - il team di coach Furlani non ha mai vinto. Insomma, l’avvio della A2 Silver 2014/2015 in trasferta è sinistramente simile alla Dna Silver 2013/2014. Per le statistiche, la Mobyt non vince fuori casa da aprile, ma la partita contro i bambini di Bari non fa testo. In sostanza, i biancazzurri non si impongono nel formato “export” dal dicembre 2013.

Due giorni fa a Treviglio non c’è stata partita. E non è stata scattata una grande fotografia: arida in avanti, sballottata dietro. Non diversa dalla Pallacanestro Ferrara vecchia edizione. In più s’è accentuato un difetto: l’evidente difficoltà a rimbalzo. Treviglio ne ha catturati 45, Ferrara 28. Non una splendida idea contro una Remer dal tiro rapido e frequente. Così le mani armate dei bergamaschi hanno avuto molte più munizioni, togliendo tra l’altro il contropiede agli estensi. L’assenza di Pipitone (forse out anche domani) non basta a spiegare la sofferenza in area.

La Mobyt non ha avuto la rabbia dentro. Per fortuna arrivano due turni consecutivi in casa: domani Imola, domenica Piacenza. C’è l’immediata possibilità di riallinearsi con la ruvidezza del campionato. Nonché la grande chance di consolidare la graduatoria. La buona Mobyt vista al debutto casalingo con Scafati non è stata un fuoco fatuo. I ragazzini terribili di Treviglio (supportati dai marpioni Marino e Rossi) non possono avere portato a galla un bluff. Domenica notte coach Furlani era furioso: per la carenza totale di grinta, non per l’assenza del gioco. E il ds Pulidori ripeteva come un mantra: «Quest’anno il livello medio è più alto rispetto allo scorso campionato». Hasboruck e compagni l’hanno toccato con mano. Dall’esterno rimane la convinzione che questa Mobyt sia competitiva ed interessante; forte e da posizioni alte. Ma è chiaro che se non ci metti l’anima... Domani sera il Pala Hilton Pharma allargherà le braccia accogliendo i biancazzurri. Arriva Imola, va ritrovata la retta via.

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