Centese, la ruota inizia a girare
Mister Santeramo: «Grandissimi i ragazzi ed i nostri tifosi»
CENTO. La ruota della fortuna gira e per la Centese non poteva sempre fermarsi su numeri sfortunati. Domenica ad Alfonsine è così arrivato il più meritato dei punti che, se si va ad analizzare bene l'incontro, forse poteva anche sancire la prima affermazione del torneo. Ma avere rimesso in piedi il match ad una manciata di minuti dal fischio finale è pur sempre la dimostrazione che la voglia e la concentrazione sono al massimo.
«In estrema sintesi possiamo commentare che sono stati grandissimi sia i ragazzi che i nostri magnifici tifosi - dice il tecnico Vito Santeramo -: abbiamo giocato su un campo difficile come quello di Alfonsine dal primo all'ultimo minuto, costringendoli nella loro metà campo per tutto il secondo tempo. Sul rigore posso dire che a noi ne hanno fischiato uno per un fallo di mano con la mano aderente alla coscia del mio giocatore, mentre qualche minuto prima non è stato visto un rigore clamoroso a nostro favore».
«Abbiamo raggiunto un meritato pari e, alla fine, se Budriesi non fosse stato strattonato al 94’, quando si è involato verso la loro porta, ora staremmo commentando un altro risultato. Teniamo presente che si è giocato sul campo di una squadra che ha Salomone in avanti, uno che ti fa 30 gol all'anno».
Intanto, è arrivato un buon punto per il morale e la classifica: «Domenica prossima, con il Cattolica, dovremo confermare questa prestazione - avverte Santeramo - anche se loro sono primi e pieni di grossi giocatori. Noi, però, possiamo dire la nostra in campo. Nonostante debba valutare le condizioni di alcuni giocatori: di Budriesi, ad esempuo che ha giocato in quanto unica punta disponibile ad Alfonsine con un affaticamento. Per strada abbiamo perso Benini, Maestri e Castagna (un '96), ma conto di valutare le condizioni di questi ultimi. Così come quella di Beccati».
«Purtroppo ci mancherà sicuramente Marchi, che è un giocatore duttile e non sarà un'assenza indolore. Insomma, siamo “gambizzati” dagli infortuni - ironizza mister Santeramo - ma abbiamo dimostrato in campo di essere vivi». (mi.pe.)
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