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Il Comacchio Lidi stavolta convince

Il Comacchio Lidi stavolta convince

Promozione girone C. Un gol per tempo al Budrio e sempre il pallino del gioco in mano ai rossoblù

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COMACCHIO. Un convincente Comacchio Lidi riscatta la sconfitta contro il Castenaso liquidando il Budrio con una rete per tempo.

Organizzati e ben disposti in campo, gli uomini di Trasforini hanno subito una clamorosa occasione con Belfiore, che al 6’ calcia fuori da ottima posizione sugli sviluppi di un corner. Lo stesso Belfiore ci prova dalla lunga distanza al 15’, ma il suo destro termina alto. Il pallino del gioco è nelle mani dei padroni di casa; Belfodil al 20’ è pericoloso con un’azione di sfondamento all’interno dell’area bolognese, bloccata da Di Salvatore in uscita. Continua la pressione dei lagunari, che al 32’ conquistano un rigore dopo un evidente fallo di Capatti ai danni di Rizzo. Dal dischetto, Chomakov spiazza Di Salvatore. Immediata la reazione del Budrio, che prima colpisce un palo su colpo di testa di Lorenzi, poi si vede respingere da Callegari un diagonale di Monti. Altro brivido per il Comacchio Lidi in chiusura di primo tempo: l’improvviso contropiede degli ospiti si conclude con una botta di Monti respinta con i piedi dal reattivo Callegari.

La ripresa si apre con un’insidiosa punizione “alla Pirlo” di Chomakov, che costringe il portiere a distendersi per la deviazione. Al 53’, strepitosa azione del classe ’97 Belfiore, atterrato da Capatti al limite dell’area; per il difensore, già ammonito in occasione del fallo da rigore nel primo tempo, scatta il “rosso”. Galvanizzati dalla superiorità numerica, i rossoblù raddoppiano al 61’ con Azor: lasciato solo all’interno dell’area, l'attaccante haitiano può inquadrare la porta e battere Di Salvatore con il piatto. Il possibile 3-0 è sprecato da Natalicchio al 72’ in mischia: la sua conclusione da distanza ravvicinata è bloccata in presa dal portiere. Il Budrio sfiora il gol di testa con Covato al 79’ e subito dopo il Comacchio vede negarsi il tris da Di Salvatore, protagonista di tre prodigiosi interventi in rapida successione sulle potenti conclusioni di Azor e Belfiore.

Andrea Benazzi

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