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La legge la fa il duo caffellatte

Del cinismo applicato allo sport dei canestri, ventordecima replica. Ma è come se fosse sempre la prima visione, non ti ci abitui mai. In una di quelle classiche serate per cui sei ben felice di fare...

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Del cinismo applicato allo sport dei canestri, ventordecima replica. Ma è come se fosse sempre la prima visione, non ti ci abitui mai. In una di quelle classiche serate per cui sei ben felice di fare i complimenti agli avversari con la mano destra, mentre con la sinistra incarti i due punti e porti a casa. Non che Imola abbia regalato alcunché, sia chiaro. Solo che la Mobyt se l'era vista brutta, nel derby ritornato su questi schermi dopo una troppo lunga pausa. Tanto che per 30 minuti buoni si è temuta la replica dello "spettacolo" di Treviglio.

All'inizio la mano torrida di Anderson, più l'atletismo di un Perry versione "Kenneth Faried dei plebei".

A un ciglio dal burrone, le triplaze di Bushati e quel Bartolucci che dagli spigoli colpisce a sorpresa dalla distanza. Oggi come oggi, se si vuol espugnare Ferrara, bisogna fare i conti in primis con il duo caffellatte Amici-Hasbrouck. Se quello dai capelli alieni è il più continuo nell’arco dei quattro tempi, sregolatezze incluse naturalmente, Kenny detto “il rilascio della palla più veloce della pianura padana” ferisce di più in penetrazione che dalla lunga stavolta. Stimmate del leader, ci siamo.

La difesa sull’ultima recita di Anderson, poi, da manuale: il folletto Usa deve essere tuttora sul parquet alla ricerca di un varco per il tiro. E Huff? Uff, Furlani lo panchina per tutta la seconda metà: il campanellino suona, prima l’ex North Dakota risponde meglio è. Derby pure sugli spalti, con le tifoserie più calde a rinfacciarsi vicendevolmente madri, sorelle e nonne. L’unità è su Casadei: imolese per una vita, ha pure fatto male agli ospiti in dirittura d’arrivo, ma loro lo salutano battendosi il petto. Insomma, “unabandieraèpersempre”.

Nemmeno c'è il tempo di ripensarci troppo su, tra 48 ore il tempio chiama alla celebrazione di una nuova funzione cestistica. Arriva Piacenza: tre match per altrettante sconfitte e devono aver già bestemmiato parecchio da quelle parti. Noi, guarda caso, abbiamo i complimenti pronti e la mano sinistra sguainata.

Fabio Terminali

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