Mobyt, Hasbrouck vuole più grinta
L’americano: nel primo tempo con Imola non abbiamo lottato, lo svantaggio nostra responsabilità
FERRARA. Clonate Kenny Hasbrouck ed il suo secondo tempo contro Imola, quando l’ex virtussino ha preso per mano i compagni di squadra, poi portandoli al successo.
«Abbiamo battuto con il cuore l’Andrea Costa – le parole del numero 41 biancazzurro -, durante la prima fase della gara non abbiamo lottato abbastanza. Abbiamo fatto davvero di tutto per capirne la motivazione, facendo poi squadra. Ci siamo svegliati nella seconda parte dell’incontro, poi portandolo a casa con i denti. Era soprattutto responsabilità nostra quando eravamo sotto nel punteggio: lo ripeto, non abbiamo lottato abbastanza, loro hanno messo a referto molti canestri da fuori, concessi da noi che non abbiamo difeso duramente».
Adesso l’obiettivo è restare vicini a Troy Huff, giocatore importante per la squadra. Non trova?
«Per noi Troy è un giocatore davvero importante – ha chiuso Hasbrouck -, credo che il fatto che sia un rookie alla prima esperienza come giocatore professionista significa che deve allenarsi ancora più duramente e capire che tipo di pallacanestro si gioca in Europa ed in Italia. Dal canto nostro, faremo di tutto per portarlo in squadra, facendogli capire che il suo contributo è fondamentale e necessario per noi».
Se Hasbrouck a -52” dalla chiusura del match contro i biancorossi imolesi ha messo a segno il canestro del 76-75, circa un minuto prima Daniele Casadei ha realizzato la bomba che ha portato ad un possesso dagli ospiti capitan Michele Ferri e compagni.
«Come a Treviglio, anche contro Imola abbiamo approcciato bene. Dopo di che loro hanno alzato l’ intensità e noi, come domenica scorsa, ci siamo sciolti un po’, andando in crisi e vedendo qualche fantasma. Questa volta abbiamo reagito bene, rientrando con grande energia nella terza frazione, il tutto prima dell’altro buon loro momento. Abbiamo ripreso la gara per i capelli, grande segnale, anche perché ce n’era bisogno: abbiamo dimostrato che l’anima la possiamo mettere e quando lo facciamo abbiamo qualcosa di più degli altri. La mia bomba? Ad Imola sono cresciuto, debuttando in Serie A, così ero emozionato, in quel momento giocavo per la Mobyt, abbiamo recuperato un pallone dopo un errore al tiro dei biancorossi, siamo andati in questo mezzo contropiede, Michele Ferri mi ha visto, sa che quelli sono i tiri che mi piacciono, mi ha passato un pallone perfetto e la palla è entrata in maniera perfetta».
Lorenzo Montanari
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