Albanesi: «Tramec qualche libero in più e meno ingenuità»
CENTO. La Tramec ha dunque perso l’imbattibilità. È accaduto l’altra sera a Montichiari, al termine di una partita maschia, tra due squadre che vogliono contendersi posti nella griglia play off. Ci...
CENTO. La Tramec ha dunque perso l’imbattibilità. È accaduto l’altra sera a Montichiari, al termine di una partita maschia, tra due squadre che vogliono contendersi posti nella griglia play off. Ci si era un po’ illusi alla fine del primo parziale, quando la Tramec, grazie a percentuali importanti da tre, si era trovata avanti di 9, lanciatissima verso una serata di gloria. Ma contro avversari di spessore come Perego, Cazzaniga e soci è vietato concedere qualsiasi cosa.
Marco Albanesi analizza con lucidità la serata: «È stata una partita vera - esordisce l’allenatore lombardo - ed è stato vero basket, con contatti già importanti in questa fase della stagione, quasi da play off. Siamo partiti benissimo, poi, purtroppo, quando sono calate le percentuali al tiro, abbiamo subito la rimonta di Montichiari. Siamo sempre rimasti incollati alla partita, anche quando sembrava che loro scappassero, abbiamo trovato la lucidità di reagire di nuovo: resta il rammarico per avere commesso troppi errori dalla lunetta e aver accusato un paio di distrazioni difensive proprio nel finale, una volta tornati in partita. Il rammarico c’è, ma anche la consapevolezza di essere al livello di una squadra forte come Montichiari».
Bene Di Trani, coinvolto nel gioco con tante iniziative prese, bene Cutolo e bene De Martini. Albanesi esamina cosa non ha funzionato: «A livello di gioco, siamo ancora troppo dipendenti dal tiro da tre punti, facciamo fatica a servire la palla sotto aprendo la difesa e dobbiamo lavorarci. Per quanto riguarda la nostra difesa - aggiunge il coach - abbiamo concesso troppi canestri facili dentro l’area: Montichiari ha lunghi un po’ particolari, in grado di portarti fuori dall’area ma al tempo stessi capaci di giocare sotto, e lì è mancata un po’ di collaborazione difensiva, ci hanno portato un po’ troppo in giro. E poi, i tiri liberi: abbiamo tirato con il 50% (non è la prima volta), ritengo che il problema dalla lunetta sia solo mentale, abbiamo giocatori dalla mani buone, non è possibile che si sbaglino così tanti liberi; dobbiamo solo sbloccarci, vincerne la fobia. Alla fine sarebbe bastato qualche libero segnato in più e un paio d’ingenuità in meno e l’avremmo vinta. Ora sono contento di tornare subito in campo e di non dover aspettare una settimana prima di giocare. Sto imparando a conoscere i ragazzi e sono convintissimo che qualcuno, a Montichiari un po’ sotto tono, a Lecco farà una grande partita per riscattarsi».
Simone Gagliardi
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