Per la Spal a Prato sfida degli opposti
La difesa biancazzurra contro il miglior attacco del girone
FERRARA. Spal attesa dall’Interprato. Ovvero da una squadra griffata nerazzurro. Un progetto di club-filiale, partorito in estate, che ha portato in Toscana una moltitudine di giovani dell’Inter (compresi Eguelfi e Pasa, a lungo trattati dalla Spal). Finora il progetto non è decollato, nel senso che sul campo i risultati non sono straordinari, ma i biancazzurri faranno bene a diffidare: non è un Prato da prendere alla leggera.
I valori sono equilibrati, la classifica compatta. Il Prato naviga a +2 sui play out e -3 dai play off. Siamo lì. La Spal ha 4 punti più dei toscani: margine significativo, dopo otto giornate, ma non un abisso. Inoltre se i giovani sbarcati a Prato finora non hanno incantato particolarmente - non molti, almeno - non si possono sottacere gli altri valori della squadra di casa. Alludiamo a gente come Cavagna, Fanucchi e soprattutto alla coppia dei “gemelli del gol” Rubino-Bocalon. Il primo non necessita di presentazioni, col Novara è salito fino in A, ha frantumato record, era la bandiera piemontesi. Ammainata, il calcio spesso e volentieri non è riconoscente. Quanto a Bocalon, non è più un ragazzino ma l’Inter gli ha imposto il Prato nonostante l’attaccante - dopo gli sconquassi di Venezia - ambisse legittimamente alla serie B, altrimenti C per C se ne sarebbe rimasto volentieri dov’era. Un Bacalon che proprio oggi farà il suo rientro dopo alcune giornate out per infortunio.
Inquadrati i toscani, la palla è nel campo della Spal. Che col suo atteggiamento, la sua condotta, la sua attenzione, il suo pragmatismo può decidere la gara. Scontro di opposti, oggi. Il Prato ha il miglior attacco del girone (12 gol all’attivo), la Spal la quinta difesa del campionato (e, soprattutto, nessun gol subìto nelle ultime quattro giornate, solo uno - e su rigore - nelle ultime cinque). Chi la spunterà?
Di sicuro sarà un bel test per verificare la solidità dei biancazzurri, che dal canto loro cercheranno di sfruttare gli... opposti (si torna sempre lì) del Prato: che ha sì il miglior attacco, come dicevamo, ma anche la seconda peggior difesa (13 reti incassate, solo il Savona con 14 ha fatto peggio). I toscani spesso si sbilanciano, lasciano spazi: ecco, la Spal dovrà approfittare di queste situazioni, restare compatta, equilibrata, ma senza mai rinunciare a giocare, a pungere, perchè la sensazione è che ci saranno ampi margini per poter colpire. E riuscendoci potrà arrivare il settimo risultato utile consecutivo. Pieno, magari. Se fosse così, la Spal tornerebbe al primo posto. Provvisoriamente, in attesa della gara di domani della Reggiana. In ogni caso, poi, la pressione sarebbe sulle spalle dei granata, attesi dal non comodo impegno con L’Aquila. Se è vero che in questo momento il primato conta relativamente e che ciò che più importa è proseguire il cammino nel segno della continuità, è altrettanto innegabile che nessuno disdegnerebbe impossessarsi di nuovo dello scettro del comando, con annessi e connessi.
Insomma, si annuncia una bella partita, probante, utile anche per verificare gli auspicabili ulteriori progressi sul piano della manovra, dell’autorevolezza, aspetti che nel secondo tempo di sabato scorso sono venuti un po’ meno, con la squadra rimasta troppo all’indietro per gran parte della frazione. D’altra parte, il processo di crescita è lungi dall’essere terminato.
Va poi toccato l’aspetto relativo alla formazione. La Spal si è allenata a porte chiuse sia giovedì che ieri, e le partitelle di mercoledì non sono state indicative. Tra i diciannove convocati figurano anche Giani e Fioretti, che per i rispettivi acciacchi in settimana si sono allenati poco, almeno con il gruppo. La sensazione è che in difesa il capitano possa essere al suo posto, e che in attacco il centravanti si giochi la maglia con De Cenco, magari favorito per aver svolto una settimana “piena”. Ma le opzioni sono innumerevoli, dalle scelte dei singoli ad un modulo che Brevi, parole sue, si è riservato di cambiare, tornando alla difesa “a quattro”. Dettagli? Forse no. Ma così è.
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