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Spal, metamorfosi perdente

Paolo Negri
Spal, metamorfosi perdente

Il ko arriva dopo 45 minuti di netta superiorità ed un secondo tempo pessimo

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PRATO. Mentalità sbagliata. E molto da rivedere. Una Spal dai due volti perde a Prato, mettendo fine alla propria striscia di sei gare utili di fila, al termine di una partita che vede i biancazzurri positivi nel primo tempo ed impresentabili nella ripresa. Una seconda frazione imbarazzante, di flop fisico, tecnico e - appunto - mentale. Un ko su cui riflettere.

Spal - con Gasparetto, Veratti e Lazzari infortunati (i primi due) o risparmiati per precauzione (il terzo) - in campo senza Giani (nemmeno a disposizione) e Fioretti (in panchina), entrambi reduci da una settimana praticamente priva di allenamenti collettivi. Sono stati in forse fino all'ultimo e poi convocati ugualmente, ma evidentemente non erano in grado di giocare (il centrale), o al top (la punta). Confermato il modulo 5-3-1-1, dentro Aldrovandi in difesa e De Cenco al centro dell'attacco. Prato con la sorpresa di Rubino in panchina: valli a capire, gli allenatori.

Buono l'avvio dei biancazzurri (ieri in completo canarino), non chiusi e propositivi, financo ficcanti sfruttando meriti propri e le lacune di un Prato molto lungo, spaccato in due, penalizzato dalla scarsa attitudine in copertura di almeno due centrocampisti su tre (Cavagna e Romanò). Al 4' Ferretti arriva in corsa ma conclude alto da posizione assai invitante, ed in completa solitudine. All'11' Filippini da destra pesca ottimamente Germinale libero in area sul centro-sinistra però il numero 11 tergiversa anziché tirare subito, poi serve all'indietro Togni che dal limite non azzecca la mira con un destro non degno del suo repertorio tecnico.

La Spal è messa meglio in campo, appare superiore, manovra in maniera apprezzabile. Rischia qualcosina con un doppio errore consecutivo di Aldrovandi non sfruttato dai toscani, e poi quando un retropassaggio di De Cenco sulla trequarti è intercettato a profitto di Fanucchi che dal limite costringe Menegatti in angolo. Ma è una parentesi, la Spal sfiora il gol. Al 19' da De Cenco a Ferretti, ottima palla tesa del francese però nessuno ci crede e Bandini si rifugia in angolo. Un minuto dopo, pasticciaccio brutto del Prato nella propria area, Sul pallone di Filippini che anticipa Rickler, De Cenco è rapace, precede il poco reattivo portiere Brunelli e deposita in rete: gol incredibilmente annullato per un presunto ed inesistente fallo del centravanti. Tu chiamala jella, se vuoi: seconda rete consecutiva non concessa a De Cenco, ed entrambi i bersagli erano validi.

Spal insistente. Al 37' cross di Legittimo per Germinale, controllo e girata di destro: grande parata in angolo di Brunelli. E al 39' corner di Filippini, inzuccata di Ferretti che fa gridare al gol: sulla linea salva Cavagna. Dentro o fuori?

Dominio della Spal, a nostro avviso il miglior primo tempo visto finora, quantomeno in trasferta. Biancazzurri padroni del centrocampo e della gara, ma Silvestri al 43' rischia di rovinare tutto trattenendo e atterrando Bocalon entro l'area: rigore netto, che l'arbitro non concede compensando l'errore del gol annullato a De Cenco. Così sono scontenti tutti.

Nella ripresa, andamento inatteso ma con una Spal purtroppo simile a quella del secondo tempo con la Lucchese, e col Teramo: passiva, da subito. E gol del Prato, al 9’: corner, cross sul secondo palo di Grifoni, uscita a vuoto di Menegatti e colpo di testa in mezzo per Fofana che da un passo - sempre di testa - riesce a centrare la traversa (impresa per nulla semplice, va sottolineato). Sulla sfera piomba Ghidotti che inzucca in rete. Primo gol subìto nelle ultime cinque gare, il primo su azione nelle ultime sette. Nella circostanza, troppo passiva la difesa biancazzurra: sono sempre arrivati primi i toscani, e spesso erano anche non marcati.

Perché questa metamorfosi spallina tra un tempo e l’altro?

Esce l'infortunato De Cenco, dentro Fioretti. Spal ferma, lenta, prevedibile. Lanci lunghi. Al 26' brivido: incursione di Romanò a sinistra, in area, Aldrovandi lo affronta e da terra intercetta con la mano, era rigore. Non concesso. Esce Ferretti per Finotto, Spal col 4-3-3 ma ormai in tilt, nettamente calata anche atleticamente, piantata, e senza idee. Dentro Di Quinzio al posto di Togni. Nel finale un confuso accenno di pressione. Ma la Spal non ne ha più, e quando sull’ultimo corner anche Menegatti va in area avversaria lasciando sguarnita la propria porta, il Prato in contropiede potrebbe andare a raddoppiare, ma Di Quinzio interrompe l’azione locale.

Brutta sconfitta.

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