Harakiri Mobyt Con un finale assurdo perde con Matera
I biancazzurri si buttano via al Pala Hilton Pharma Negli ultimi 3’ buscano uno 0-14 che costa la partita
FERRARA. E alla fine, la Mobyt paga tutto. Il suo essere alterna nell’ambito della stessa partita, l’incapacità di tenere alta la concentrazione che permette di “uccidere” le gare. Il non sapere se affidarsi all’attacco per domare gli avversari oppure puntare sul passato sicuro: la difesa. La squadra di Furlani è nel mezzo del guado, cercando ancora sicurezze ed identità. E non ha aiutato, ieri, trovarsi di fronte una formazione sicuramente con pochi giocatori di talento ma con un grado in più di compatezza. Matera è stata sotto dal primo minuto fino al trentanovesimo, talvolta anche con passivi in doppia cifra. Vuoi per leggerezze estensi, vuoi per cieco coraggio lucano, la storia dell’incontro scolpisce un fatto: la Mobyt non è mai riuscita a mettere la parole fine. E l’avrebbe anche meritato, fino al 35’. Nell’ultima piccola porzione di partita, i ferraresi hanno indossato maschere di Halloween. Irriconoscibili. Furlani ha dovuto pagare un dazio altissimo.
Ad esempio alla panchina corta e ad un Huff estraneo ed alieno. Bottioni indisponibile è costato, perché alla fine Hasbrouck è arrivato sfiatato all’ultima curva. Era stato mattatore (anche in difesa su Greene), poi ha avuto un filo di gambe molli. Così come nelle giocate decisive un Benfatto fin lì strepitoso ha sentito la fatica. Ancora la manovra non è corale e - soprattutto - in retroguardia si viaggia su momenti eccellenti alimentati dal sacro fuoco alternati a minuti di buio. Infine, ieri, gli ultimi 5’ sono stati da depressione pura. La Mobyt vinceva 73-61, avendo rintuzzato con la vecchia guardia (Benfatto-Ferri-Casadei) ed un cesto di Hasbrouck l’ennesimo assalto Bawer: 73-61. Tutto appariva in controllo. Certo, finale da gestire con concentrazione alta ma pericoli depotenziati. È accaduto che Ferrara ha buscato un pazzesco break di 2-19. Di 0-14 se evidenziamo gli ultimi 3’.
Dal 35’ al 40’, la Mobyt ha segnato solo con un “jump” di Castelli, il resto è sciagura: sette palle perse e 0/4 da tre. Amici (prestazione bruttarella assai) non ne ha azzeccata una: due perse, una tripla senza senso e in più il fallo con canestro concesso a Fallucca per il 75-78 lucano. Hasbrouck ne ha perse due condite da 0/2 da tre. E Ferri, negli ultimi battiti l’unico a iniettare energia, ha sparato sul ferro la “bomba” del possibile pareggio a 18” dalla sirena. Ecco, come buttarsi via...
In sala stampa arriva lesto il presidente Bulgarelli e ha un atteggiamento da vero dirigente. Ci mette la faccia, getta acqua sul fuoco. Predica prudenza e dà fiducia. Ma ridimensiona gli obiettivi: se in trasferta non si vince da undici mesi, quando ne perdi una in casa è ovvio che la classifica si mette a piangere. Adesso i biancazzurri di viaggi ne hanno due davanti: Reggio Calabria e Ravenna. Peccato avere dato un calcio al secchio che, ieri, si stava comunque riempiendo bene. Perché la partenza Mobyt è stata frizzante, sciolta. Piacevole. Hasbrouck fantastico da tre punti, Benfatto implacabile in area. Matera ha messo l’ex Circosta in regia, avendo nulla da Smith e da Greene splendidamente marcato da Hasbrouck. Margini buoni per Ferrara (20-9 al 5’; 26-20 al 10’; 34-21 al 15’ e 40-33 all’intervallo). Un duello ad elastico: estensi avanti, ospiti e rintuzzare ma neppure troppo sotto. Eppure con Bonessio e Tagliabue, la Bawer è rimasta in piedi. E dal 22’ s’è svegliato Greene: tre triple consecutive che hanno sorpreso la Mobyt. Hasbrouck è tornato e ha marcato bene il giovane rivale, però la macchina lucana s’era rimessa in moto. Greene ne farà altri 11 più dilatati nel tempo, epperò efficaci: 62-59 al 30’. Primo contatto. Sembrava l’ultimo colpo d’ala ospite: 11-0 Mobyt con intensità. Rabbia. Voglia. Si diceva? Squadra discontinua. Sul “+12” al 35’ Ferrara è svaporata e un terrificante 2-19 l’ha ribaltata. Primo vantaggio Matera a 1’05” dalla fine con tripla Greene. È bastato.
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