Le strane oscillazioni della Spal
Calcio serie C. Tre fasi del campionato con incredibili alti e bassi culminati nell’ultima disfatta
FERRARA. Solo per fare qualche esempio: il Pisa rifila un poker esterno all’Aquila che poi viene a vincere 3-0 a Ferrara contro una Spal reduce dal successo di Grosseto al cospetto di una squadra che si era imposta a Pisa... E il cerchio si chiude.
Livellamento in basso
Oscillazioni. Tante. Da parte di tutte le squadre del girone: la Reggiana capolista aveva subìto 3 gol in 10 partite poi ne ha incassati altrettanti nella sola gara di Gubbio, ed ha perso il primato; la Pistoiese aveva rifilato 4 “pere” al Teramo e ieri ne ha prese 3 sul campo di un Santarcangelo che prima non aveva mai vinto. Tutto ciò significa che non esiste una formazione chiaramente superiore alle altre. C’è livellamento, ma in basso. Un minimo di continuità viene premiata. Lo sa bene la Spal, che quando ha infilato una striscia positiva è arrivata al primo posto. Il problema è che anche i biancazzurri oscillano tremendamente e non riescono a dare il colpo giusto nel momento decisivo: appena impossessatasi della vetta, dopo la vittoria di San Marino, la squadra di Brevi ha pareggiato in casa col Teramo (davanti ad un pubblico record) ed ha subito perso il primato. Avrebbe potuto riconquistarlo (mantenendolo anche dopo le gare odierne) sabato ma è rovinosamente caduta al “Mazza”, di nuovo davanti ad una gran folla, che patisce bagni ghiacciati ogniqualvolta nutre la speranza di vivere una gioia. Il fattore campo, che in un’arena così calorosa, dovrebbe incidere, per la Spal conta relativamente, già che finora in sei gare interne (sulle undici giornate di campionato) i biancazzurri hanno lasciato filar via 8 punti su 18.
Momenti distinti
Ma il discorso è più ampio. La Spal è altalenante in generale, tanto che la sua stagione sta vivendo di... alti e bassi ed il campionato può essere diviso in tre fasi distinte:
la prima: due partite (quelle iniziali), altrettante sconfitte, 0 punti e 6 gol al passivo
la seconda: striscia positiva di 6 risultati utili di fila, con 4 vittorie, 2 pareggi, 14 punti all’attivo ed 1 solo gol incassato (oltretutto su rigore)
la terza: 3 partite, con 1 vittoria a far da cuscinetto tra 2 sconfitte, e ben 6 gol al passivo. Se si vuole allargare il discorso, nelle ultime 4 partite la Spal ha un saldo di 4 punti conquistati su 12, 3 gol segnati e 6 incassati. E la differenza reti globale è in rosso: -1, frutto di 12 reti fatte e 13 subìte
Difesa ad immagine dei periodi
La squadra biancazzurra è ad immagine della propria tenuta difensiva. O la tenuta difensiva della Spal è ad immagine dell’andamento della squadra. Ovvio che tra le due cose, da qualunque prospettiva le si guardi, c’è una relazione di causa-effetto. Il disastroso avvio di campionato aveva appunto visto incassare 6 gol in 2 gare, ma non era solo la retroguardia a poter essere messa sotto accusa. Il successivo assestamento, con annessa ascesa, è stato frutto di una compattezza collettiva all’insegna di una quasi totale impermeabilità. Poi di nuovo persa, con la difesa chiaramente colpevole ma nel contesto (la partita di sabato con L’Aquila, quella che fa disordine) di un naufragio che ha coinvolto tutti (eccezion fatta per il portiere Menegatti, paradossalmente) e che ha evidenziato - anche - la totale assenza di filtro a centrocampo, la mancanza di gioco, la lentezza e la lunghezza della squadra.
Contraddizioni e obiettivi
Tutto ciò la settimana dopo la miglior prova stagionale: una contraddizione evidente. O la conferma, chiara, delle oscillazioni del gruppo. I cui obiettivi sono così difficilmente tracciabili. Proprio all’inizio del mese che il presidente Mattioli ha definito basilare per capire... gli obiettivi.
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