La Nuova Ferrara

Sport

Spal, a cosa serve Togni? Così non è valorizzato

di Paolo Negri
Spal, a cosa serve Togni? Così non è valorizzato

Giani dopo la gara con L’Aquila ha detto: «Il nostro intento era lanciare lungo» Ma in questo modo il regista viene “scavalcato” e non può dirigere il gioco

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Il capitano spallino Nicolas Giani, con apprezzabile senso di responsabilità, sabato dopo la sconfitta contro L’Aquila si è presentato in sala stampa. Diverse domande, poi un’ultima questione: dalle retrovie spalline sono partiti innumerevoli lanci lunghi che hanno favorito i centrali difensivi rossoblu.

Risposta dello spallino:

«Il nostro intento era quello di lanciare lungo per attaccare la profondità. Poi nel secondo tempo, con l’ingresso di Germinale abbiamo proseguito su questa linea per cercare le sue “spizzate” di testa».

Posto che la strategia non ha funzionato, né nel primo tempo (con L’Aquila a spadroneggiare) né nella ripresa (con la Spal sotto 0-3...), dalle parole di Giani si evince che quello dei biancazzurri è stato un disegno preciso: lanciare lungo, a prescindere da tutto. E dall’altra parte c’era una squadra che giocava a calcio, palla a terra, con triangolazioni e verticalizzazioni. Come sia andata a finire, lo sappiamo tutti.

Al di là di ciò, la questione è una: se si lancia lungo dalle retrovie, a cosa serve Togni? I palloni, anzichè tra i suoi piedi, gli passano sopra la testa. La squadra si allunga, gli spazi sono immensi, il centrocampo viene preso d’infilata, in mediana non c’è un incontrista di ruolo, e Togni si vede costretto a svilire le proprie caratteristiche. Non è un uomo di filtro, che ha passo, ringhia, morde, strappa palloni. Con i lanci lunghi, nessuno che riesce a tenere palla e far salire la squadra o appoggiarsi (emblematica quell’azione in cui Finotto si è perso da solo contro tre: testardo, sì, ma a chi la dava visto che vicino non aveva un compagno?), la linea difensiva che resta molto arretrata, in mezzo si balla. E, oltretutto, in fase di impostazione Togni non riesce a rendersi utile (non quanto potrebbe) perchè viene tagliato fuori dai suoi stessi compagni.

A Grosseto, il regista aveva giocato bene. Nel quadro della miglior gara stagionale della Spal. Ma anche lì si era notato come più volte andasse incontro al compagno e questi invece lanciasse lungo: era accaduto soprattutto nella ripresa, in Toscana.

Ci sembra una delle tante contraddizioni della costruzione di questa Spal. Se Miglietta era stato preso perchè ritenuto ideale per giocare in un certo modo, allora va detto che Togni è molto più qualitativo e geometrico dell’effimero ex spallino. Ma ha caratteristiche ben diverse: non ne poteva essere il sostituto testuale, pur essendo migliore in senso ampio.

Togni va valorizzato. Deve essere messo nelle condizioni di esprimere il suo calcio. Di conseguenza potrà essere... valorizzata la squadra, soprattutto nell’espressione di gioco, nella linearità e nella continuità della manovra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google