Il ruggito della Tramec A Udine riscatta il derby
Serie B. Il ko interno con la Fortitudo aveva lasciato un po’ di amaro in bocca Coach Albanesi: «Molto contento per la reazione. Abbiamo dato un segnale»
CENTO. La Tramec reagisce ed espugna il campo della capolista Udine (66-71): una vera prova di forza quella offerta domenica dai biancorossi sul campo di chi ancora non aveva assaporato il gusto amaro della sconfitta. Ci ha pensato la Tramec, che prima insegue dopo un avvio shock, reagisce all’infortunio occorso a Di Trani e lentamente recupera tutto il passivo accumulato. Prima di piazzare l'acuto vincente e portare a casa la vittoria più bella della stagione. Moderata e razionale, come di consueto, la gioia di Marco Albanesi: «Siamo contenti soprattutto per la reazione di squadra - apre il coach -; venivamo da una sconfitta interna (con la Fortitudo; ndr) in cui non abbiamo giocato bene, per di più siamo partiti male e ci siamo subito trovati senza una pedina chiave come Di Trani fuori per infortunio. I ragazzi sono stati bravissimi, ci siamo ricompattati reagendo alla grande dando un segnale di grande solidità. È stata una partita veramente dura, intensa e con ritmi tipicamente da playoff. Essere riusciti a vincerla vuol dire aver dato un segnale importante. Non mi esalto perché di lavoro da fare ce n'è ancora tanto».
Dopo Udine, la Tramec comincia ad essere una squadra: l'unione fa la forza. Ci tiene il coach a sottolineare come il gioco sia sempre lo stesso, diversa la reazione e la collaborazione offerta da tutti in campo: «Solo collaborando e giocando insieme, in attacco come in difesa, si conquistano risultati importanti. Non siamo stati solo perimetrali come il sabato prima, sapevamo che Udine era fortissima anche sotto i tabelloni, dove però era giusto dare la palla per aprire la difesa e rendere pericolosi anche i nostri lunghi. Da tre punti abbiamo tirato meglio, in ritmo; quello che ho apprezzato di più di questa prova è stata la collaborazione tra tutti. Campionato pazzo? No, equilibrato. È un campionato competitivo in cui devi essere pronto quasi al 100% ogni settimana, contro tutti».
Solita prestazione mostruosa di Cutolo (4/7 da tre), bene Demartini, decisivo nel finale Paolo Vitali che dopo una falsa partenza (0/4 da tre) ha messo i canestri della staffa. Sono lui e Di Trani gli agenti speciali di Albanesi: «Paolo ha la licenza di prendersi i classici tiri “ignoranti”, lui come Di Trani. Vitali lo conosco bene, può sbagliare tre o quattro tiri di fila, ma state certi che quando conta davvero la mette sempre». E domenica è stato così.
Simone Gagliardi
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