Dolcetto o scherzetto? E Matera se la ride
di Fabio Terminali Macché analisi tecniche, ma quali spiegazioni psicologiche. Quando mai... Lasciamole agli articoli “seri”. Perché ora è tutto chiaro su quei tre minuti finali di domenica scorsa....
di Fabio Terminali
Macché analisi tecniche, ma quali spiegazioni psicologiche. Quando mai... Lasciamole agli articoli “seri”. Perché ora è tutto chiaro su quei tre minuti finali di domenica scorsa. Un imbuto letale da film dell'orrore, letteralmente. La verità è sempre nascosta sul retro della scena e in questo caso va ricercata nei giorni precedenti alla partita.
E’ la notte di Halloween. I giocatori della Mobyt giustamente festeggiano con mogli e fidanzate: frizzi, lazzi, zucche, maschere. Kenny Hasbrouck, agghindato per l'occasione da “gangsta rapper”, posta su Instagram la foto che vedete. Pare (sottolineiamo “pare”) che dopo lo scatto la corte si sia messa in moto per le vie della città a suonare campanelli. “Dolcetto o scherzetto”, la giocosa e bambinesca minaccia a chi apriva la porta. Solo che più o meno tutti, spaventati da quei pargoli un tantino cresciutelli in centimetri, si sono rifiutati di lasciare in pegno i dolciumi. L’avessero mai fatto!
I “nostri eroi” si sono offesi e hanno premeditato la vendetta. Facile: un pomeriggio da incubo al palasport offerto agli spettatori, o ancora peggio l’illusione di una vittoria in carrozza rovesciata da un 14-0 (ecco lo scherzetto) concesso a Matera sul filo di lana, grazie ad alcune giocate da veri zombie. Il tutto all’insaputa di Furlani, che non a caso non si scorge nell’immagine tra tutti quegli spilungoni. Al coach non rimane altro che denunciare, come noto, “il suicidio perfetto” e “i mali oscuri all’interno dello spogliatoio”. Peraltro rintracciabilissimi anche questi, in foto. Troy Huff è l’unico non travestito (o forse il sorriso è la maschera stessa, non capiamo), chiaro indizio di autoesclusione dal gioco di squadra.
Rinsavire comunque si può. Urge una nuova festa, stavolta benevola, per preparare la doppia trasferta a Reggio Calabria e Ravenna. Con tanto di seduta spiritica: chissà, magari si infrange il tabù e una la si porta a casa. Se proprio non si vuole che i tifosi inizino a mettere da parte il carbone, in netto anticipo sui tempi della Befana.
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