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La paura, poi la gioia: Juve sull’Eurotreno

La paura, poi la gioia: Juve sull’Eurotreno

Champions League. Gara dalle mille emozioni, l’Olympiacos sfiora il colpaccio ma si arrende alla fucilata di Pogba

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TORINO. Una vittoria sofferta, bella e probabilmente decisiva. La Juventus resta in corso per un posto tra le 16 grandi d’Europa. Non è stata però una passeggiata di salute con l’Olympiacos, squadra ben messa in campo e soprattutto pungente sulle corsie laterali. Anche per questo il successo dello Stadium acquista valore: adesso la strada verso gli ottavi è meno complicata. Restano davanti l’ostacolo Atletico Madrid e la trasferta di Malmoe. Si può e si deve fare.

All’inizio Allegri sorprende tutti mandando in campo al fianco di Tevez Morata. Modulo tutto nuovo, con la difesa a 4 e Vidal molto offensivo. Ci pensa però quel genio di Andrea Pirlo a sbloccare il match con una punizione delle sue. Una pennellata magica che però è viene ridimensionata dal pareggio lampo di Botia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una Juve che fatica e non poco nel corso del primo tempo, soprattutto nella zona nevralgica del campo. Poi la ripresa dove gli schemi vanno a farsi benedire. Troppo alta la posta in palio per lasciarsi abbindolare dalla tattica. Sono i greci a gelare lo Stadium al 61’ grazie alla zampata di Ndinga. La Juventus però non alza bandiera bianca, ricomincia a pressare con convinzione ed viene premiata dalla dea bendata. Il gol di Llorente è una gentile concessione del portiere biancorosso Roberto. Il colpo di testa dell’attaccante spagnolo sbatte prima sul palo e poi sul piede del numero uno ospite prima di finire inesorabilmente in rete. È la chiave del match visto che dopo pochissimi secondi arriva anche il sigillo di Pogba. Un gol dei suoi, una conclusione da manuale nell’angolino basso che non lascia scampo all’Olympiacos, un osso veramente duro comunque. Già, perché la squadra di Michel, pur scoprendosi alle ripartenze bianconere, macina gioco e crea diversi pericoli dalle parti di Buffon. Poi gli ultimi minuti di gara, con la Juventus vicinissima in almeno tre occasioni al gol della sicurezza. Gol che non arriva nemmeno su calcio di rigore conquistato in pieno recupero da Tevez (gran parata di Roberto sul tiro di Vidal). Poco male, quello che contava era la vittoria. Pesantissima.

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