C’è ancora Vanoncini sulla strada Mobyt «Emozioni forti»
Basket A2 Silver. Con Cento protagonista di sfide epiche Ora è vice a Reggio: «Noi in crescita, estensi ambiziosi»
FERRARA. «A Cento auguro il meglio possibile: anche di poter giocare il derby contro Ferrara, sempre che i biancazzurri non ambiscano a qualcosa di più». Ha allenato Cento, assieme alla quale ha vinto e perso derby fratricidi contro Ferrara. Adesso, Stefano Vanoncini è l’assistente a Reggio Calabria di Giovanni Benedetto.
Al Centro Viola, domenica, sarà Reggio Calabria-Mobyt...
«Stiamo cercando di crescere e migliorare - le parole di ieri di Vanoncini -; siamo ancora in una fase di ricerca degli equilibri giusti. Abbiamo dei giocatori esperti che già hanno dato alla squadra un’impronta e dei giovani che possono darci energia. Soprattutto stiamo cercando di inquadrare sempre meglio le nostre caratteristiche nei confronti del campionato e delle avversarie che affrontiamo».
Ci spieghi meglio.
«Come ogni squadra, abbiamo caratteristiche ben precise che possono essere vantaggiose o meno a seconda degli avversari».
Come inquadra il match contro la Mobyt?
«Affrontiamo un’avversaria che ha una caratteristica diametralmente opposta alla nostra. Ferrara è molto forte e versatile in ogni ruolo. Ha la propensione al gioco interno, abbastanza differente dal nostro modo di giocar: sarà una bella sfida, da questo punto di vista, quanto queste due caratteristiche riusciranno a svilupparsi nell’arco della gara».
Ferrara è Hasbrouck, ma non solamente lui. È così?
«Hasbrouck è un giocatore di valore assoluto, che si sta dimostrando assolutamente calato nella realtà ferrarese».
Parliamo di Huff?
«Ha meno esperienza, ha bisogno di tempo e va aiutato. C’è anche da dire che, considerando il livello e la qualità del gruppo italiano di Ferrara, Huff è anche nella condizione di poter essere messo in discussione all’interno della squadra. Furlani ha delle alternative nel suo ruolo più che valide, cosa che di solito non capita agli americani, che vengono presi per recitare nel loro ruolo un compito da protagonisti. Huff ha il problema che se non gioca bene c’è un altro che al posto suo gioca bene. Non è così dappertutto».
«Ferrara ha ambizione ed un roster davvero importante, non può aspettare Huff, deve andare avanti perché ha alternative valide. Credo che la crescita di Huff sarà un po’ rallentata da questa cosa: non è colpa di nessuno».
Dal canto vostro, Deloach e Rush garantiscono cose importanti.
«Con Deloach abbiamo scelto di andare sul sicuro, credo che stiamo cercando di giocare la pallacanestro più adatta a lui, come è giusto fare. Per ciò che concerne Rush, il discorso è differente: arrivava da esperienze ad un livello più alto (Varese; ndr), ma in un ruolo completamente diverso. Negli ultimi anni a Varese, e con la nazionale svedese, era abituato ad essere un giocatore di complemento, certamente non una prima punta. A Varese cambiava Ebi Ere, a Reggio è un progressivo ritorno a ciò che era al college dove giocava di più».
Se le diciamo Ferrara-Cento?
«I derby più forti nella mia carriera da coach; gare fantastiche, rivalità tipica che c’è in Italia per un derby. Già le gare tirate sono belle, figuriamoci quelle condite dalla rivalità locale. Ferrara continua ad essere compagine importante, Cento sta cercando con grande voglia di ritornarci».
«Il derby è il sale della pallacanestro, è così in tutto il mondo. Come ex allenatore di Cento sono molto legato ai colori biancorossi, spero che possa ritornare in una categoria che le compete per interesse, passione e tradizione. Ciò non significa che Ferrara debba aspettarla, anche perché giustamente ambisce a salire ancora più in alto».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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