«Gomme da show Grande Mercedes»
Il direttore di Pirelli Motorsport: nel 2015 auto più veloci
DALLA PRIMA DELL’INSERTO
Con Paul Hembery, direttore di Pirelli Motorsport, tiriamo le somme del campionato ormai avviato al termine e cerchiamo di proiettarci nel 2015.
Ci può anticipare un bilancio dell’annata di Pirelli?
«Tecnicamente è stata la stagione più impegnativa e stimolante che abbiamo mai vissuto dal nostro debutto, ma siamo convinti che siamo riusciti nella sfida. Quest’anno, con il nuovo quadro normativo, che risulta essere il cambiamento di più grande portata della storia recente della Formula 1, abbiamo dovuto ultimare degli specifici pneumatici disegnati per macchine che, al tempo in cui completammo il progetto, non avevano percorso neppure un chilometro. La reintroduzione del turbo, la maggiore torsione e la riduzione del carico aerodinamico hanno creato un assetto del veicolo completamente diverso rispetto a prima. Nonostante questo, siamo riusciti a centrare l’obiettivo di una media di due, tre pit-stop a Gran premio e abbiamo visto tante gare piacevoli in cui la chiave di tutto è stata la strategia relativa alle gomme».
Quali e dove le maggiori soddisfazioni e i maggiori problemi di quest’anno?
«Le più grandi soddisfazioni sono le grandi gare che abbiamo visto e i risultati positivi delle squadre e dei piloti. Proprio negli ultimi giorni, ad esempio, al Gran Premio degli Stati Uniti, Hamilton ha parlato del grande feeling che prova verso le gomme, cosa grandiosa da ascoltare, in quanto lui è riuscito ad usarle al meglio delle sue abilità tanto da ultimare una gara fantastica. Inoltre, per tutta la stagione abbiamo visto gare che hanno avuto risultati molto vicini, nonostante fossero utilizzate diverse strategie di gomme: il Gran premio del Bahrain mi viene in mente come buon esempio di questo. Tecnicamente questo non è per niente facile da raggiungere, significa che i nostri ingegneri hanno fatto un buon lavoro. Siamo inoltre soddisfatti per il lavoro che è stato fatto sugli pneumatici da pioggia: quest’anno la capacità di drenaggio è aumentata da 60 a 65 litri di acqua al secondo a 300 chilometri orari. Questi sono gli aspetti positivi. La parte più difficile forse arriva prima dell’inizio della stagione, come ho detto prima, quando stavamo provando a sviluppare pneumatici per un tipo di macchina che non avevamo ancora visto. Ciò ha comportato che il nostro know-how e la nostra ingegnosità dovessero essere spinti al massimo».
Quanto hanno pesato la corretta interpretazione e gestione delle gomme sull’annata stratosferica della Mercedes?
«La Mercedes ha fatto un lavoro fantastico e questo è stato solo grazie ai loro meriti come squadra: le gomme, dopo tutto, sono le stesse per tutti. Ma è vero che la Mercedes è una delle squadre che è riuscita a sfruttarle al meglio. La guida di Rosberg in Russia, quando ha fatto tutta la gara su un set di gomme, è un buon esempio».
In futuro, quanto saranno determinanti le gomme?
«Le gomme forse genereranno meno interesse il prossimo anno rispetto a questo, perché essendo la seconda stagione della nuova formula, ci saranno meno sorprese. Comunque, sono sicuro che il prossimo anno vedremo le macchine andare anche più forte perché le squadre scopriranno come gestire al meglio le gomme. Alla fine, le gomme resteranno sempre gli unici quattro punti di contatto tra la macchina e la pista, quindi riuscire a sfruttarle al meglio per avere la massima presa sarà sempre un aspetto fondamentale».
Per il Gran premio in Brasile, perché il cambio, scegliendo le medium e le soft?
«Abbiamo sempre detto che avremmo fatto cambi degli pneumatici previsti se ce ne fosse stato bisogno. Nel caso del Brasile, era richiesto un cambio per la superficie della pista, dopo che era stata riasfaltata. Abbiamo pensato che avrebbe ridotto l’usura e il degrado e che dovevamo essere più soft nell’assetto rispetto alle gomme previste prima».
Cristiano Marcacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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