Spal, ripresa da primo posto
A Piacenza brutto primo tempo poi la squadra domina. E fino a oggi resterà al comando
PIACENZA. Una Spal non brillante, ma attenta e concreta, passa a Piacenza e conquista tre punti pesantissimi per la classifica (momentaneo primo posto con Ascoli e Pisa, attendendo la sfida odierna tra marchigiani e Reggiana) e per dimenticare il ko con L'Aquila. I biancazzurri si giovano di una crescita alla distanza che dopo un primo tempo quantomeno opaco li porta ad una ripresa di netta superiorità e ad un successo che definiremmo logico e totalmente meritato, al cospetto di un avversario di grana inferiore (il che non significa che l'affermazione non valga, anzi).
Spal priva dello squalificato Togni e di Landi ammalato, oltre a Gasparetto fuori ormai da tempo. Mister Brevi opta per il ritorno alla difesa "a quattro" e vara un 4-4-1-1(in fase difensiva, poi variabile in 4-2-3-1 o 4-4-2 al momento di attaccare) con Silvestri di ritorno al centro della difesa in tandem con Giani, Filippini e Finotto in fascia, Capece riportato a centrocampo al fianco di Gentile al rientro dal 1’, Germinale in appoggio a Fioretti. La Pro Piacenza dal canto suo è senza lo squalificato difensore centrale Bini, mentre recupera il portiere Alfonso. I rossoneri si schierano col solo Torri di punta, contando sul (molto teorico) sostegno di Porcino (larghissimo) e gli inserimenti - invero centellinati, ad essere buoni - dell'immarcescibile Matteassi e di Schiavini (ex Mantova, la scorsa estate accostato anche alla Spal).
Stante i due schieramenti, Spal in apparente inferiorità numerica (mai notata) a centrocampo. Avvio lento e con alto tasso di imprecisione su entrambi i fronti, gara che non decolla. Al 17' accenno di pericolo con Marmiroli che sulla trequarti intercetta e mette in corridoio per Torri che si presenta solo davanti a Menegatti, bravo a ribattere di piede: ma era fuorigioco del centravanti piacentino.
Il seguito? Un'incursione di Finotto da una parte, ed un tiro a lato di Torri al 33' sul fronte rossonero. Null'altro da segnalare (il che la dice lunga sull'andamento del match), se non che nel finale di tempo la Spal accenna ad un maggior possesso e ad un minimo di insistenza; al 39' si grida al rigore per un'uscita di Alfonso che travolge Finotto, innescato da un errato retropassaggio di testa di Rieti, ma l'arbitro ammonisce lo spallino per simulazione. Dalla tribuna la sensazione è del penalty netto, però la distanza è tale che non ci azzardiamo ad affermarlo con perentorietà inappellabile. Ma davvero molto poco al termine della frazione. Pro Piacenza totalmente inoffensiva, Spal molto timida e con poche idee.
Nella ripresa biancazzurri più decisi e subito all'attacco, Gentile al 4' è tutto solo ma di testa - su invitante cross da destra di Filippini - manda alto da distanza ravvicinata: bella occasione, andava concretizzata. Al 10' punizione dal limite per fallo sull'elettrico Gentile; il sinistro a girare di Giani è preciso e potente ma Alfonso vola a deviare in angolo. Spal decisamente più viva e sostanzialmente padrona del campo, ma occhio, guai distrarsi: al 13' ghirigori di Matteassi che mette sul primo palo per l'inserimento di Marmiroli che calcia di prima, col destro, spedendo fuori di poco. E un minuto dopo, a ruoli invertiti (suggeritore-stoccatore), è il senatore piacentino a far correre un brivido carognone sulla schiena di Menegatti. La Spal replica con una punizione di Filippini che Alfonso boxa in corner. Ed al 18' Castellana ruba la merenda ad un poco reattivo Fioretti dopo bella combinazione a destra tra Filippini e Ferretti. La complessiva superiorità spallina è premiata al 25' quando Germinale saetta in rete di destro, rasoterra, una corta ribattuta in area della difesa locale dopo tiro sbilenco di Capece, ottimamente innescato dal brillante spunto e dal passaggio all'indietro di Filippini. Vantaggio meritato, diciamolo, per quanto visto nel secondo tempo. E fino al termine (velenoso Capece allo scadere, poi De Cenco fuori su invito di Germinale).
Così arrivano tre punti fondamentali in questa fase del campionato. Teniamoli stretti, auspicando che favoriscano una crescita globale, non tanto (o non solo...) in termini di classifica quanto - soprattutto - di personalità ed espressione, sulla falsariga della ripresa di ieri. Avanti, a cominciare dalla gara interna di domenica con l'Ancona.
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