Adesso va superata la sindrome del salto di qualità
La Spal domenica con l’Ancona può fare un passo in avanti Quello che nelle occasioni-chiave ha mancato, e non da oggi
FERRARA. E adesso? E adesso musica, se possibile. Che significherebbe fare bene domenica al “Mazza” contro l’Ancona. Ok, lo sappiamo: gara difficile. Come tutte (si dice così...). Soprattutto al cospetto di un avversario lì in agguato e che viaggia a due velocità: avanti piano in casa, ben spedito in trasferta.
Preso atto di ciò, per la Spal che frequenta le zone nobili della classifica sarebbe apprezzabile vincere un vecchio segno indiano: quello del salto di qualità. O lo si chiami come si vuole.
Esempio: la Spal vincendo a San Marino aveva conquistato il primo posto, poi subito perso pareggiando in casa col Teramo. Dopo il successo di Grosseto, i biancazzurri sarebbero tornati in cima alla graduatoria se avessero battuto L’Aquila, a Ferrara: sappiamo com’è finita (0-3). Insomma, il “saltino” non c’è mai stato. Per questo sarebbe importante, sotto vari aspetti, una prova convincente e vincente con l’Ancona.
E, si badi bene, non è mica qualcosa che si rimprovera a questa Spal, il fatto di aver mancato (finora) quei due appuntamenti che avrebbero potuto consolidarla e/o proiettarla. Al contrario, è più che altro un’annotazione statistica, un rivangare corsi e ricorsi storici, un citare la tafazziana propensione spallina ad una sorta di autolesionismo, di castrazione dei sogni collettivi proprio quando i sogni sembrerebbero materializzarsi.
Vogliamo dire che da anni, da... secoli calcistici, la Spal manca quegli snodi cruciali, promettendo alla sofferenza sé stessa e chi la ama e la segue. In fondo, è stato (parzialmente) così anche nella scorsa stagione, che pur conclusasi felicemente - come meriti acquisiti imponevano - ha visto i biancazzurri non imporsi nelle partite che le avrebbero dato l’anticipata certezza dell’accesso alla serie C unica: invece, si è andati all’ultima gara col Bellaria.
Oh, per carità, il vento generale è cambiato. La gestione colombarinianamattioliana ha fatto e fa spirare aria nuova, in senso ampio. L’auspicio è che tutto ciò si estenda anche all’andazzo generale di quest’anno. Già l’attuale secondo posto è gratificante, ma perchè non battere il chiodo finchè è caldo? Sarebbe bello infiammare il “Mazza” e non disilluderlo, come invece accaduto con L’Aquila. Non è un discorso di pressioni, di aspettative o che altro, quanto di attesa, di curiosità, di conferme, di analisi. In fondo, dalla capacità o meno della Spal di compiere il citato “saltino” dipenderanno tante cose, in primis il processo di crescita giustamente molto caro a mister Brevi.
Paolo Negri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
