«Questo gruppo ha una sua moralità»
Dal “suicidio” con Matera alla soddisfazione di ieri: la squadra c’è
REGGIO CALABRIA. Al Pala Mazzetto, grandissima Mobyt. «Contro Matera avevamo commesso un suicidio collettivo - dice coach Adriano Furlani -, deludendo chi era venuto a vederci. Che la squadra abbia una propria moralità, beh, a Reggio lo ha dimostrato. Venire a vincere in un contesto non facilissimo, in una gara che abbiamo gestito bene per 20’, dopo di che abbiamo rischiato di perdere, ma l’abbiamo riagganciata prima del loro nuovo vantaggio, significa che abbiamo una nostra moralità».
«Abbiamo ancora la necessità di trovare degli equilibri - prosegue il tecnico -; in molte situazioni siamo stati penalizzati dalla mancanza di equilibri nel gioco offensivo, oppure dalla mancanza, come capitato a Treviglio e Verbania, di un certo spessore agonistico che a Reggio Calabria è uscito. Ancora siamo una squadra in divenire, per la prima volta abbiamo trovato i due americani che sono andati a riempire con importanti punti lo score definitivo. È la prima situazione, che spero possa ripetersi in futuro. Abbiamo ancora molto da imparare a gestire in alcune situazioni, in più bisogna ancora crescere dal punto di vista atletico».
È stato criticato molte volte. A Reggio, Troy Huff ha fatto finalmente l’americano. «Non avevamo trovato uno che facesse parte di un gruppo. Era un giocatore che poteva essere molto rappresentativo in qualche rassegna di schiacciate o esibizione. Noi giochiamo cinque contro cinque, a volte si gioca in dodici e lui non ha cultura cestistica e di giocare assieme ad un gruppo. Non so – ha chiuso Furlani -, se per lui questa sia la svolta. È evidente che a Reggio ha inciso nella fase iniziale, ma soprattutto è risultato determinante in quella finale. Questa volta le scelte ci hanno dato ragione».
Lorenzo Montanari
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