Spal seconda: l’obiettivo sono i play off
I vertici societari sono usciti allo scoperto. Ammucchiata in alto, tutto è possibile
FERRARA. Campionato indecifrabile. Nel senso che l’equilibrio è totale. Sovrano. Vinci due partite e sei su. Ne perdi due e ti trovi nel ventre molle. Al vertice l’ammucchiata è terribile. Sì, ieri l’Ascoli - imponendosi nel big match di Reggio Emilia - ha dato uno strappettino: è primo, da solo, con tre punti di vantaggio sulle seconde (tra cui la Spal). Ma dalla capolista a quota 23 fino a chi si trova a 18, si contano ben otto squadre. In appena 5 punti (ed altre sei sono racchiuse tra i 17 ed i 15). Una sciocchezza, visti gli alti e bassi di tutte le contendenti.
In tale contesto, la Spal è stata rivitalizzata dalla vittoria di sabato a Piacenza. Non solo in termini di classifica (biancazzurri primi per una notte, e ora - come detto - in seconda piazza), che già da tempo è numericamente positiva, ma anche e forse soprattutto per cancellare le scorie lasciate dallo 0-3 interno con L’Aquila. Un successo logico, meritato, quello del “Garilli”. Conseguenza di una gara dai due volti ben distinti: primo tempo opaco ad essere buoni, ripresa di personalità e giocata quasi tutta nella metà campo della Pro Piacenza, con annesse occasioni. La Spal ha preso pallino, ha menato le danze, ha creato un buon numero di occasioni ed in pratica ha mai rischiato. Netto il divario tra biancazzurri e piacentini. E’ bastato alzare il baricentro, esprimere un po’ di personalità, insistere in attacco, ed ecco maturata la vittoria. Francamente, sarebbe stato un delitto non portare a casa i tre punti. Gli aspetti positivi sono individuabili anche nel come la squadra si è adattata al “nuovo” modulo (sempre in riferimento all’interpretazione data alla gara nella seconda frazione), al funzionamento dell’asse Ferretti-Filippini sulla fascia destra (nella ripresa quasi tutte le principali azioni spalline si sono sviluppate su quella corsia), alla prova di Gentile in mezzo al campo, al buon rendimento di Capece (sabato riportato a centrocampo) sempre nel secondo tempo. Non è stata una Spal scintillante ma è innegabile che i biancazzurri nei secondi 45 minuti abbiano dominato: affermazione indiscutibile.
La squadra ha saputo reagire, mister Brevi ha a disposizione diverse soluzioni sia tattiche che individuali (anche quando è in “emergenza”, ora in difesa, ora - come a Piacenza - a centrocampo), e tutto ciò è apprezzabile. Ora si tratta di superare l’andamento altalenante dell’ultimo periodo (pareggio, sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria: 7 punti sui 15 a disposizione) e, se possibile, ritrovare quella continuità che quando nel recente passato si è concretizzata nella striscia di sei risultati utili di fila ha permesso l’ascesa in classifica.
Ecco, fare riferimento alla graduatoria non significa destabilizzare, come invece afferma mister Brevi. Il tecnico sostiene che «bisogna essere molto ponderati nelle valutazioni (ha ragione; ndr), in una settimana non si può passare dal dire che eravamo un disastro dopo L’Aquila a dire che ora stiamo facendo cose eccezionali. Abbiamo pregi e difetti e dobbiamo continuare il nostro lavoro con grande determinazione». Nessuno si sogna di dire che la Spal sta facendo cose eccezionali. Raccogliamo l’invito fatto da Brevi giorni addietro, dopo il successo di Grosseto, quando l’allenatore rimproverò giudizi spesso condizionati dai risultati e non dai contenuti: e allora, sì, è giusto rimarcare che la Spal proprio non sta facendo cose eccezionali. Ma forse per questo va considerata... eccezionale la classifica, o comunque gratificante e promettente. Quanto a destabilizzare o meno, nessuno pretende che la Spal arrivi prima, seconda, terza, quarta o quinta o chissà che altro. Visto però il citato equilibrio generale, dove si trovano i biancazzurri ed i margini di crescita che possono avere con un cammino regolare, crediamo logico che si possano prendere in esame i vari scenari in base ad una posizione nelle zone alte della classifica. Scenari che nel post-Piacenza il presidente Mattioli non ha esitato a prospettare: il sogno è rappresentato dai play off. Crediamo che anche Brevi, al di là della maschera che mette pubblicamente, sia animato dallo spirito di chi vuole arrivare il più in alto possibile. Senza che ciò rappresenti un traguardo obbligato.
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