Ecco una domenica da veri numeri uno
Aleotti e Rossi decisivi parando rigori. Brovarskiy costretto agli straordinari. Moretti e Foli compiono prodezze
FERRARA. E i portieri balzano agli onori della cronaca. E fa piacere. Per via di quel ruolo che li vede isolati alle spalle di tutti, con un abbigliamento diverso dagli altri e gli unici autorizzati ad usare le mani in un gioco che le esclude categoricamente. C’è un libro scritto un po’ di tempo fa, “La solitudine dell’ala destra” di Fernando Acitelli che parlava dell’anomalia di certe figure del calcio che un po’ riguarda anche loro, gli estremi difensori. Eppure, loro, non si sentono tristi e soli per nulla; anzi, con la voce sono sempre nel vivo dell’azione e con la modernizzazione di questo sport hanno pure appreso come utilizzare i piedi alla maniera di un libero vecchio stampo. Eroi nel bene e nel male: una loro prodezza equivale ad un gol fatto, un loro errore ad uno subìto. Domenica si è messo in luce Riccardo Aleotti della Portuense che non ha incassato gol anche grazie al rigore neutralizzato nel finale di gara. Aleotti ha iniziato a giocare a 5 anni nella Real Savoia, squadra del paese in cui vive, Spal negli Esordienti, Giacomense nella Berretti ed infine Portomaggiore; classe 1993, di lui si parla un gran bene già da un paio di stagioni. Sempre in Eccellenza, è valso un punto il penalty neutralizzato da Stefano “Seba” Rossi, monumento tra i pali della Copparese.
«E’ stato un punto anche meritato - dice Rossi -: abbiamo badato al sodo contro un Progresso esperto e condito da belle individualità. I bolognesi vantano un gruppo di un certo spessore da tenere in forte considerazione. Ma per quanto ci riguarda abbiamo anche avuto un paio d occasioni per passare in vantaggio. Adesso dobbiamo dare continuità ad un periodo positivo, è il quarto risultato utile di fila, stavolta ottenuto contro una squadra che vuole stare in alto. Per quanto riguarda il rigore, ho scelto una parte in base a come era partito l’attaccante, “battezzata” quella mi ci sono buttato e ho indovinato il tiro».
Nel derby di Eccellenza, se Ruffilli, ottimo portiere dell’Argentana, è risultato inoperoso visto il largo successo dei suoi, dall’altra parte Brovarskiy è stato costretto agli straordinari. Le cronache riportano che ha subìto sì quattro reti, ma coi suoi interventi ne ha salvati almeno altrettanti. Il portiere è un fuoriquota, nota lieta di una stagione fin qui da dimenticare per la compagine di Cento che deve invertire la rotta per uscire da un crisi che pare senza fine. Molto meglio il Sant’Agostino, scendendo in Promozione, che ha pareggiato fuori casa con la Scandianese merito soprattutto delle prodezze del suo portiere, in biancoverde ormai da qualche anno e divenuto tra i suoi veterani e punti di forza.
«Alla fine ho parato solo due conclusioni insidiose - dice con modestia Marcello Moretti, estremo difensore dei ramarri -; fa comunque piacere leggere che sui giornali mi sono stati fatti i complimenti. Per il resto non abbiamo giocato male; anzi, la Scandianese è tutt’altra squadra di quanto recita la classifica. Abbiamo avuto la fortuna di andare in vantaggio, sembrava pure che stessimo per condurre la partita in porto. Poi abbiamo preso gol su una nostra disattenzione, peccato ma va bene così: siamo sulla strada giusta. Credo, se posso permettermi un giudizio, che il girone Modenese sia più fisico e meno tecnico di quello Ferrarese. Noi dobbiamo giocare di più la palla per sopperire a quelle che possono essere le nostre lacune, ma per ora ce la stiamo facendo». E perfino in Prima categoria un portiere si è messo in luce: anche per Foli della Codigorese è stata una domenica da incorniciare con due prodezze che adesso permettono ai granata di sognare grandi traguardi.
Corrado Magnoni
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