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L’Italia è bella ma sono i Pumas a fare festa

L’Italia è bella ma sono i Pumas a fare festa

Rugby: nel test-match di Genova l’Argentina sfrutta gli errori degli azzurri, vincitori morali

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GENOVA. Giù ancora. Nella sfida più bella. L’Italia sta sotto due punti i Pumas, la differenza nel calcio finale piazzato da Sanchez e nel drop di Orquera sotto i pali. Una partita presa e poi buttata, lanciata dai piazzati e dalle fiammate di Haimona è spezzata dall’affondo crudele di Del Fuente a bucare il miglior Morisi mai visto, disteso a terra da una finta e consolato dagli avversari che lo rimettono in piedi mentre il centro dei Pumas non ha ancora schiacciato fra i pali. Siamo a metà della ripresa, un’ora di gioco ed è sorpasso: 15-17 grazie alla trasformazione di Hernandez. Sgombriamo il campo da un equivoco: i Pumas hanno dato una bella girata di carte al mazzo. Molti giovani, molti big neppure in panchina. A un mese dagli impegni del Championship i club hanno reclamato i loro giocatori e nella lunga gestione degli uomini verso il mondiale queste strategie ci stanno. Nessuno può essere al top dodici mesi. Ma non è per questo che l’Italia poteva o doveva vincere. Gli azzurri in questa strana partita giocata davanti metà del pubblico pagante, anticipata per dribblare la violenza del maltempo, ha mostrato gioco e anima e il meglio che questo gruppo ormai rinnovato e protagonista con i suoi giovani Sarto e Campagnaro, Favaro e il ritrovato Minto può dare. Sfida nella sfida, l’Italia non ha perso la faccia nel confronto con uno dei pack più forti al mondo. Un equilibrio da far zittire i 14mila e rotti del Marassi di Genova. Le due spinte in mischia chiusa che si annullano al centro. Ovvio che l’equilibrio dovesse sbriciolarsi all’esterno, fra le due cavallerie nei pochi buchi lasciati aperti da difese asfissianti. E questi tentativi lasciavano a terra errori, falli e piazzati. Sei quelli azzurri, cinque di Haimona in un crescendo di metri e di capacità balistica sino a 50 metri dai pali che avevano fissato il 12-3 al 38’. Andare negli spogliatoi con questo score avrebbe dato un altro volto al match. Invece il primo tempo è stato guastato nel finale dal contrattacco dei Pumas al miglior affondo azzurro e si va alla pausa sul 12-10 azzurro ma qualche dubbio entra nelle teste azzurre e non basta allungare 15-10 nella ripresa. Arriverà il sorpasso 15-17 infatti, e finisce 18-20 per i Pumas.(f.z.)

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