Spal con l'Ancona per restare in alto
Una vittoria significherebbe confermare il secondo posto
FERRARA. «We have a dream». Ormai è lo slogan spallino. E allora per tenerlo vivo, questo sogno, nulla di meglio che battere l’Ancona oggi al “Paolo Mazza” (fischio d’inizio alle ore 16). Provarci è doveroso. Riuscirci è auspicabile.
Vincendo, la Spal avrebbe la certezza di restare al secondo posto (da sola, se il Pisa non dovesse imporsi nel derby di Prato), a -3 dalla capolista Ascoli. I marchigiani col successo di venerdì sera (poker al Forlì) hanno ribadito di essere la prima squadra a dare uno strappetto in cima alla classifica. Per il resto è equilibrio totale. Ecco perchè un’affermazione spallina, oggi, cadrebbe a fagiuolo. Sarebbe la conferma della vittoria di Piacenza, permetterebbe di riavviare una serie utile (secondo risultato positivo di fila dopo il ko con L’Aquila), avrebbe sicuro impatto sulla graduatoria. Sarà quindi interessante verificare come la Spal cercherà di sormontare l’ostacolo Ancona.
Avversario difficilmente decifrabile, in riferimento al confronto odierno, il complesso marchigiano. Perchè i biancorossi hanno la seconda miglior difesa del girone (8 gol incassati, solo l’Ascoli - con 7 - ha fatto meglio) e perchè vantano il secondo miglior score esterno (sempre alle spalle della capolista bianconera, e con lo stesso bottino della Spal: 3 vittorie ed 1 pareggio). Epperò, l’Ancona scenderà al “Paolo Mazza” senza sette elementi (cinque... +due, se vogliamo definire titolari e coadiuvanti: lo squalificato Sampietro, gli infortunati Cangi, Mallus, Tulli e Paponi, oltre ad Arcuri, e Moretti che ha rescisso il contratto per tornare al Matelica).
Mancheranno figure di primo piano (quelle cinque), nei ranghi dorici, inoltre pare che mister Cornacchini cambi modulo, e che lo faccia in funzione dello schieramento spallino. In settimana il trainer biancorosso ha provato il 3-5-2, da utilizzare se la Spal giocasse con la difesa “a quattro”, e - più insistentemente - il 3-4-1-2, convinto com’è - Cornacchini - che la Spal torni alla retroguardia “a cinque”. Sono numeri, perchè leggendo la probabile formazione che arriva dalle Marche vediamo che il laterale destro sarebbe Di Dio che è un terzino, che a sinistra giocherebbe Bondi (che per caratteristiche non ci sembra uomo da poter coprire tutta la fascia avanti e indietro: infatti, di solito, agisce avendo le spalle coperte) e che l’attaccante al fianco di Tavares sarebbe Morbidelli, che attaccante non è. Dunque, scoprireremo alle 16 come si “metterà” l’Ancona.
Di realmente importante ci sarà l’atteggiamento della Spal, la sua capacità di entrare bene in partita e di trovare le giuste soluzioni alle eventuali problematiche del match. Per intenderci: servirà la Spal anti-Ascoli, o quella di Grosseto, o quella del secondo tempo di Piacenza. Sarebbe un peccato, e un guaio, se dovesse rivedersi quella che è stata malmenata dall’Aquila. Ma non crediamo che possa riproporsi un tale scenario, per mille motivi.
Formazione? Il gruppo è praticamente al gran completo (convocato anche Gasparetto, che - dopo il noto infortunio al ginocchio - a tappe regolari prosegue il cammino verso la piena competitività). In regia rientra Togni, che ha scontato la squalifica, e ciò rende probabile il nuovo arretramento di Capece al centro di una linea difensiva riproposta (dopo la parentesi piacentina) con cinque uomini. A metà campo Filippini tornerebbe a fare la mezz’ala (dopo lo spostamento in fascia della scorsa settimana, con annessa bella performance) e Gentile - tra i migliori al “Garilli” - verrebbe confermato. Vedremo se sarà tutto effettivamente così o se invece mister Brevi avrà studiato qualche variante sul tema.
Al “Paolo Mazza” ci sarà una bella cornice di pubblico, motivo in più per cercare di non deludere le aspettative del popolo biancazzurro. Che, in fondo, sono quelle di club, staff e squadra in primis. La famosa questione del sogno. Collettivo e condiviso, al di là del gioco delle parti.
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