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Kaos, ritrovare se stesso per puntare alla Final Eight

Kaos, ritrovare se stesso per puntare alla Final Eight

Serie A. La delusione per l’eccessiva sconfitta contro Asti non copre gli errori I rossi finali a Vinicius e Bertoni peseranno però il calendario è favorevole

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FERRARA. Una stangata dura, severa, anche troppo nelle dimensioni, perché tra Asti e Kaos Futsal non ci sono 4 reti di divario. A fare la differenza sabato al PalaHiltonPharma è stata l’esperienza degli uomini di Polido, che hanno saputo portare dalla loro parte una gara nervosa, equilibrata fino al 6’ della ripresa, ma che con il passare dei minuti è scivolata via dalle mani del Kaos, a tratti anche superiore ai piemontesi per mentalità e mole di gioco. Purtroppo, però, alla sirena finale sono stati gli orange a festeggiare a pieni polmoni insieme ai loro numerosi tifosi, che hanno contribuito a far diventare l’impianto ferrarese una vera e propria bolgia come solo con Asti succede, mentre gli estensi, con i nervi ormai ampiamente saltati – i rossi a tempo quasi scaduto e a risultato abbondantemente acquisito di Vinicius e Bertoni pesano come incudini sull’economia del match – hanno abbandonato il campo visibilmente scossi per quanto successo.

L’incubo di giornata per il quintetto di Leopoldo Capurso è stato Putano: il portiere di Asti ha parato tutto, dalle mosche alle vespe. Anche Timm ha fatto il suo dovere e forse anche qualcosa di più, ma di fronte al cinismo di Jonas, autore di un tris chirurgica, ha potuto far nulla. E il passaggio dall’1-2 veritiero all’1-5 troppo abbondante è stato breve.

Ora la corsa del club di Marco Calzolari per un posto alle Final Eight si complica, come del resto era successo anche un anno fa. Con tre gare ancora da disputare, il Kaos ha l’obbligo di trovare la sferzata d’orgoglio già venerdì a Latina, poi in casa con Corigliano e infine a Napoli, sulla carta tutti avversari abbordabili. La missione non è impossibile, ma la condicio sine qua non per far sì che questo avvenga è una sola: che il gruppo faccia quadrato e ritrovi in fretta la serenità che lo ha sempre contraddistinto con Capurso alla guida. Perché non va dimenticato che è nei momenti di maggior difficoltà che il Kaos è sempre riuscito a ritrovare se stesso.

Costantino Felisatti

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