Spal, il meglio in 10 ma è poco
Serie C. In 11 prova inguardabile con l’Ancona poi reazione di nervi dopo il rosso a Lazzari
FERRARA. Gli episodi? Ok, iniziamo da quelli. L’espulsione di Lazzari all’8’ del secondo tempo: seconda ammonizione, per simulazione (reale) in area a fronte del rigore reclamato dagli spallini. Il palo colpito da Fioretti (sinistro rasoterra, in diagonale) al 16’ della ripresa. Il fuorigioco fischiato a Silvestri un attimo prima che il difensore incornasse in rete al 20’ della seconda frazione: non si può parlare di gol annullato, la bandierina alta ed il fischio dell’arbitro hanno preceduto il colpo di testa del biancazzurro (semmai si può opinare sulla giustezza o meno della segnalazione).
Gioco assente
La gara si può riassumere a questi fatti. Che però, sia chiaro, non spiegano, e non giustificano, il povero 0-0 finale contro la modesta Ancona vista ieri. I marchigiani in trasferta viaggiano forte ed hanno la seconda miglior difesa del girone, ma al “Mazza” erano privi di cinque pedine basilari nella loro economia (Cangi, Mallus, Sampietro, Tulli e Paponi) ed hanno mostrato ben poco (ma non meno dei biancazzurri). Un’aggravante, per la Spal. Che nulla ha prodotto. Gioco totalmente latitante, altissimo tasso di imprecisione, squadra prevedibile, senza soluzioni. Nessun tiro in porta. Primo tempo, analizzando la prova di entrambe le squadre, di rara bruttezza. Più falli che azioni, incontro più che spezzettato.
L’Ancona si è schierata con l’annunciato, anomalo e non credibile 3-4-1-2. Numeretti non corrispondenti al vero. Perchè i dorici difendevano “a cinque”, con due mediani e poi Parodi in appoggio a Morbidelli (largo) e Tavares. Così come era stato facile prevedere che Bondi (33 anni,taglia XL e da sempre giocatore di bel piede) non potesse fare il laterale su tutta la fascia. Oltretutto trovandosi davanti Lazzari, schierato a sorpresa al posto di Ferretti. Infatti i biancazzurri hanno giocato su Lazzari, sul lato di Bondi. Senza frutti, per il sacrificio del giocatore ospite e le uscite in raddoppio di D’Orazio. Ma dopo 20 minuti Bondi non ne poteva più e Cornacchini ha cambiato, mettendolo trequartista e spostando Parodi (rilevato dal terzino Barilaro già al 4’ della ripresa) in fascia. La Spal comunque ha combinato nulla, non andando oltre uno spunto di Fioretti per Germinale (sulla cui conclusione, al 30’, ha ribattuto D’Orazio) ed un quasi autogol sventato dal felino Aprea al 38’. L’Ancona, per contro, ha sfiorato i pali su casuale deviazione di Tavares al 43’ (dopo tiro di Morbidelli) e su colpo di testa di Dierna al 45’. Ma che povertà globale.
Solo carattere
In avvio di ripresa la citata espulsione di Lazzari. Brevi si è messo “a quattro” dietro allargando Aldrovandi, poi ha avanzato Capece a centrocampo inserendo Silvestri (per Filippini) ma mantenendo il 4-3-1-1. Per una ventina di minuti la Spal ha dato il meglio. Una reazione di nervi, di carattere, a buon ritmo, culminata nel già segnalato palo dell’indemoniato Fioretti, nel gol non-annullato di Silvestri e nello spunto dello stesso Fioretti su cui Capece a due passi dalla porta è stato colto in controtempo. Da chiedersi perchè, almeno come intensità, la Spal non si fosse espressa così nel primo tempo. Esaurita la trance agonistica, i biancazzurri sono tornati alla routine. Ed all’ultimo minuto l’Ancona si è fatta minacciosa prima con un tiro di Bondi poi con Cognigni che non ha agganciato solo davanti a Menegatti.
Bilancio negativo
Tre partite in casa (Teramo, L’Aquila e Ancona) e questo bilancio: 0 gol all’attivo, 2 punti su 9. Ogni volta in cui avrebbe potuto fare il “salto” (difendere il primo posto; riconquistarlo; confermarsi seconda a -3 dall’Ascoli capolista), la Spal ha mancato l’appuntamento. Per flagrante assenza di un adeguato fondo di gioco, e forse per inadeguatezza globale di argomenti. Con questi presupposti, il sogno della società (play off) rischia di non concretizzarsi, al di là di ciò che dice la classifica.
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