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Stop in casa, la Poggese rallenta

Stop in casa, la Poggese rallenta

Casumaro vincente grazie a Zappaterra e la squadra di Bellodi perde la prima posizione

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POGGIO RENATICO. Diciamolo subito, la vittoria del Casumaro ci sta, anche se il pareggio non sarebbe certo stato uno scandalo. Il derby dell’Alto Ferrarese quindi va ai rossoblu di mister Vinci, che con questa vittoria si portano più vicini alle posizioni di classifica a cui il club ambiva. Partita piuttosto equilibrata, con un primo tempo leggermente a favore degli ospiti e una ripresa con altrettanto leggera prevalenza della Poggese, che ha comunque mostrato di risentire della contemporanea assenza di due pedine importanti come Bergami e Zucchini. La cronaca. Nella prima mezz’ora, a parte una conclusione alta di Marvelli al 5’, non ci sono azioni pericolose da segnalare, infatti le squadre sono molto raccolte e si controllano con altrettanta attenzione. Quindi occasioni da rete non se ne vedono e il gioco non decolla. Al 30’ però la partita si anima e si decide anche: un lungo lancio dalle retrovie trova Zappaterra liberissimo a pochi passi da Pagliarella, controllo, pallonetto e gol fin troppo facile. La Poggese fatica a riprendersi, e 5’ dopo un bel destro di Vaccari esce di poco. Un minuto dopo arriva la risposta poggese: Benlamine si libera bene davanti a Ferrigato ma calcia debole e centrale. Al 37’ intesa Xeleshi-Mogos ma il tiro è abbondantemente alto. Al 38’ occasionissima per Zappaterra, che si presenta solo davanti a Pagliarella e tira: miracolo del portiere Poggese.

Ripresa. 48’ percussione di Vaccari, la difesa poggese rimedia in qualche modo, al 52’ e al 65’ ci prova Fiorini, ma in entrambe le circostanze Ferrigato para facilmente. All’86’ solo una fortuita e fortunata deviazione di Malagutti salva il suo portiere da una splendida girata volante ancora di Fiorini. L’ultima occasione della partita è per la Poggese, che all’89’ prova con un gran diagonale di Chili a trovare il gol del pareggio, Ferrigato è fuori causa ma la palla esce d’un soffio.

Antonio Turola

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