Spal, Mattioli e Brevi a confronto
Il colloquio di ieri sollecitato dal mister “toccato” dalle critiche dei vertici societari. Incontro sereno
FERRARA. «Pareleremo sicuramente con Brevi, in settimana. Cercheremo di dialogare perchè si deve migliorare il gioco della squadra. Dobbiamo fare qualcosa in più».
Parole e musica del presidente biancazzurro Walter Mattioli, nell’immediato dopo gara - domenica - di Spal-Ancona, terminata con uno 0-0 tanto deludente non per il risultato in sé ma per come è maturato. Affermazioni, quelle del massimo dirigente, non particolarmente eclatanti e nel solco di quelle nette, precise, ficcanti del patron Francesco Colombarini: «Vogliamo gioco e qui non se ne vede». Dire che proprietà e dirigenza - al pari degli osservatori esterni - non hanno gradito i contenuti del match (non il primo), è dire poco.
Bene, ieri il promesso colloquio tra Mattioli e mister Brevi c’è stato. Immediato. Ma risulta che a sollecitarlo invocando un subitaneo incontro sia stato proprio l’allenatore. Il tecnico non ha gradito, o si è sentito toccato, dalle esternazioni dirigenziali. Una posizione, la sua, che potrebbe essere sintetizzata così: «Le cose ditele in faccia a me, non attraverso gli organi di informazione».
Probabilmente, Brevi ha inteso che quelle “lamentele” pubbliche della società potessero fragilizzarne la posizione agli occhi della tifoseria, ma è anche vero che i vertici societari hanno espresso il malcontento comune alla “piazza”. Che non ha pretese folli ed è ben conscia di quanto sia lusinghiera la classifica di una neo-promossa che ha occupato il primo posto, il secondo, e che è sempre lì, vicina, in agguato, in corsa per il piazzamento play off che rappresenta il dichiarato sogno dirigenziale. Ma il nocciolo non è rappresentato dalla graduatoria e dai risultati complessivi, che nessuno discute pur a fronte di un rendimento interno zoppicante (3 vittorie contro 2 pareggi e 2 sconfitte; 0-0, 0-3 e 0-0 nelle ultime tre gare casalinghe) che in fondo non meraviglia alla luce delle difficoltà di gioco: se non c’è un adeguato fondo di manovra, è evidente che si fatica più in casa che in trasferta.
Al di là di ciò, e tanto per non essere ipocriti ed evitare di andare al sodo, le affermazioni della proprietà e della presidenza possono essere state presupposto ad una valutazione del futuro di Brevi? E’ a rischio? Dalle stanze spalline filtra una posizione: no, non si è nemmeno pensato ad un caso del genere. Per un motivo: in casa Spal dicono che Brevi è intelligente e preparato, come persona e come professionista, che si lavora per portare avanti tutti insieme un certo discorso, che si parla serenamente (e sarebbe stato così anche ieri) e che non esistono contrasti. Ne prendiamo atto, anche se dall’esterno più di una volta è parso di cogliere una... dissonanza tra le parti, diciamo così.
La società ritiene che la squadra sia competitiva ed abbia anche ulteriori margini di miglioramento. In particolare, la vorrebbe veder osare un po’ di più quando gioca in casa, davanti ad una platea numericamente importante e animata da grande passione: anche con l’Ancona l’affluenza è stata forte, quasi 4.500 spettatori. Il timore, dichiarato, è quello di perdere pubblico, non per una mera questione economica ma per un discorso di fidelizzazione proprio nel momento in cui si è ricreato grande entusiasmo. Società e Brevi ieri si sono confrontati, il tecnico ha ribadito che lui e la squadra lavorano sodo quotidianamente anche per elevare la qualità del gioco, per renderlo più fluido. Il club dal canto suo ha ribadito la disponibilità ad operare sul mercato di gennaio se ve ne sarà necessità: nel mirino un difensore ed un centrocampista.
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