Una Speranza per l’Argentana Salire ancora
Eccellenza. Il suo arrivo ha rilanciato il team «Sono curioso di confrontarmi con le prime»
ARGENTA. Vincere anche quando non si gioca benissimo è il sogno di qualsiasi allenatore. Proprio per questa ragione, ha tanti motivi per essere contento il tecnico dell'Argentana Daniele Simeoni. Domenica, a Massa Lombarda, i suoi ragazzi non sono stati eccezionali, ma hanno comunque conquistato l'intera posta in gioco, ottenendo la quarta vittoria nelle ultime cinque partite. Sono emerse, dunque, qualità diverse, che i granata mai avevano sfoggiato in questa stagione. L'Argentana ha mostrato cinismo, segnando due reti con appena tre tiri verso la porta, per poi difendere con organizzazione e determinazione il doppio vantaggio.
Se Ruffilli ha commesso il suo primo errore stagionale dopo tre mesi impeccabili, la difesa ha confermato nuovamente il suo grande valore, concedendo praticamente nulla alla formazione romagnola. E poi c'è lui, il faro del centrocampo granata, quel valore aggiunto a cui dare il pallone in situazioni di difficoltà, sapendo di averlo messo in banca. A Massa ha siglato il suo primo gol con la maglia dell'Argentana, coronando così una prestazione superba. Stiamo parlando di Daniele Speranza, principale artefice del cambio di rotta granata da oltre un mese: «Mi ha fatto molto piacere segnare - confida a 24 ore di distanza il centrocampista granata -, soprattutto perché ci ha permesso di andare sullo 0-2 dopo neanche mezzora. È stato un risultato molto importante: di fronte avevamo una buona squadra, che, in particolare nel secondo tempo, ha sempre mantenuto il possesso palla, ma noi siamo stati bravi a difenderci».
Dopo il suo approdo in maglia granata, quasi solamente risultati utili. Ora Speranza non nasconde qualche ambizione: «Sto solamente dando il mio contributo - prosegue -, mancava poco per invertire il trend negativo d'inizio anno. Al mio arrivo ho visto subito che la situazione non era così disperata, perché come organico ci sono molte squadre messe peggio. Sono curioso di confrontarmi con le prime della classe».
Daniele Carnaroli
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