Comacchio, la conferma di un attacco leggero
COMACCHIO. La sconfitta di Russi deve far riflettere. Certo, perdere a casa di una delle squadre più solide del campionato ci può stare, e non è che i lagunari siano stati travolti. Però alcune...
COMACCHIO. La sconfitta di Russi deve far riflettere. Certo, perdere a casa di una delle squadre più solide del campionato ci può stare, e non è che i lagunari siano stati travolti. Però alcune considerazioni vanno fatte (al di là dei complimenti al giovane Arapi, all'esordio). Per esempio, il Comacchio è squadra che cerca di giocare, che non butta via il pallone, ma questo comporta che la finalizzazione dell'azione va migliorata. A Russi un Belfodil abbastanza isolato si è comunque costruito almeno due palle gol con azioni personali, ed una terza opportunità ci poteva anche essere, ma la punta ha mostrato in tutte le occasioni la quasi totale assenza di killer instinct. Per capirci, non è il fatto di usare il sinistro solo per la frizione, quanto l'indecisione al momento della conclusione, che gli fa perdere spesso l'attimo buono. Gli altri attaccanti, però sono stati meno incisivi. Nel complesso, contro il Russi, è apparsa proprio questa la situazione meno promettente: l'attacco è leggero. Tecnico, volenteroso, questo sì, ma senza la necessaria cattiveria agonistica. A questo, con il lavoro, si può rimediare. Per esempio, si stanno vedendo cose interessanti su palla inattiva, in particolare i corner (anche perché in squadra ci sono giocatori come Chomakov che possono mettere il pallone dove vogliono e alcuni elementi non proprio disprezzabili in acrobazia), ma si deve lavorare molto. Con il Russi la squadra, a tratti, si è lasciata schiacciare, perdendo troppo tempo nel trasformare l'azione da offensiva a difensiva e riuscendo solo in poche occasioni a mettere in difficoltà la difesa avversaria (che non è apparsa invalicabile). In quella occasione è sembrato il classico attacco di cavalleria leggera contro i corazzati.
Alessandro Bassi
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