Con Bertelli il biliardino estense è internazionale
Ventitreenne di Finale Emilia, il capitano della Nazionale studia a Ferrara A marzo a Las Vegas una gara con 500.000 dollari in palio. Poi i Mondiali
FERRARA. Che passione il calcio balilla, il gioco che una volta era praticato solo nei bar o nelle parrocchie sta letteralmente spopolando tra i giovani e presto potrebbe avere una sua federazione ed essere considerato sport a tutti gli effetti. Storia analoga a quella del ping-pong, poi divenuto tennistavolo, che si è imposto all’attenzione generale grazie al suo avvento alle Olimpiadi. A Rio de Janeiro, nel 2016, ci sarà anche il “biliardino” in via sperimentale e solo per le paralimpiadi.
Da qualche anno, intanto, Ferrara ospita il capitano della nazionale italiana di questa avvincente disciplina. Si chiama Marco Bertelli, 23enne originario di Finale Emilia che studia all’ateneo cittadino Scienze e Tecnologie della Comunicazione. «Ho iniziato nell’oratorio del mio paese a 12 anni - dice Bertelli -: ho vinto il bronzo al primo torneo da bar a cui ho preso parte e da lì ho preso il via. A piccoli passi mi sono sempre migliorato, ho acquistato un “calcetto” professionale e mi sono allenato nei momenti liberi; saltavo la discoteca con gli amici per alzarmi presto la domenica mattina».
A 17 anni, la svolta: Bertelli partecipa alla selezione per la maglia azzurra e vince il torneo. «Ero a Torino, era il giorno del mio compleanno, a sorpresa arrivai davanti a tutti. Ho iniziato a girare il mondo con la maglia della Nazionale». A marzo, a Las Vegas, ci sarà una grande gara con 500.000 dollari in palio, da 5.000 a 30.000 dollari per chi arriva dalla 64ª posizione in su.
«Gli americani sono i più forti, qualcuno di loro è persino professionista. Qualcosa ho guadagnato anch’io, mi pago l’Università e ho comprato cinque campi da calcio balilla per allenarmi. Ad aprile sarò ai campionati del mondo di Torino con la maglia azzurra: gareggerò sia nel singolo che nel doppio col torinese Mancuso».
Corrado Magnoni
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