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serie a»LA NOTTE DEL DERBY

MILANO. Stasera, sei anni e mezzo dopo l’ultima partita, Mancini tornerà sulla panchina nerazzurra a San Siro per un attesissimo derby. In questo lungo periodo di distacco è cambiato lui, maturato...

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MILANO. Stasera, sei anni e mezzo dopo l’ultima partita, Mancini tornerà sulla panchina nerazzurra a San Siro per un attesissimo derby. In questo lungo periodo di distacco è cambiato lui, maturato professionalmente all’estero, ma è cambiata tanto anche l’Inter. L’aveva lasciata vincente, proiettata verso un epico Triplete e la ritrova ridimensionata, da ricostruire e far crescere. «Non sono abituato a lottare per il terzo posto, questo mi demoralizza un po’ – ha spiegato con sincerità alla vigilia della gara col Milan – Ma non è il momento di guardare la classifica. Io valore aggiunto? Lo spero, voglio dare il massimo e che i miei giocatori facciano lo stesso». All’Inter ora bisogna mettere mattone su mattone e costruire le basi per il ritorno al successo. Mancini lo sa e spera di iniziare con il piede giusto la sua seconda vita nerazzurra: «Nel derby può accadere di tutto. Il cambio di allenatore può accendere una scintilla, è vero, ma il Milan è una grande squadra e non si può dire prima come andrà a finire». Già il Mancio lo sa bene, perché sarà l'undicesima stracittadina della sua carriera. Dall'altra parte, invece, ci sarà un Pippo Inzaghi alla prima contro l’Inter da allenatore.

Il tecnico rossonero forse potrà pagare in termini d’esperienza ma ha deciso di puntare su altri tasti. In primis le motivazioni. Ha visto «lo spirito giusto in allenamento» e nemmeno l'infortunio di Alex sembra incrinarne l'ottimismo. «Sarà difficile essere più forti di questo Milan», si sbilancia l'allenatore. «Ho letto di una mia smorfia per il cambio in panchina ma non mi sarei mai permesso di dire che è più difficile affrontare l'Inter con un altro allenatore – ha chiarito Inzaghi –. Spiace per Mazzarri, quando viene cacciato uno bravo come lui, che non era mai stato esonerato, è una sconfitta un po’ per tutti. L'Inter è cambiata, avrà le sue scosse. La nostra sarà San Siro». L'allenatore rossonero riconosce al collega interista di essere «più abituato ad allenare in queste partite» ma conosce bene lo slogan: «il derby non si gioca, si vince. Cerchiamo di farlo in ogni modo, con una partita d'attacco. Se poi gli altri giocheranno meglio gli stringeremo la mano». Chi da anni lavora a Milanello ha notato un'atmosfera più rilassata rispetto alle vigilie di altri derby. E se una certa tensione attraversa Inzaghi, l'ha mascherata, così come le perplessità per le critiche di Zeman. Oggi sarà solo derby, è già tantissimo così.

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