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Boom boom Hasbrouck E la Mobyt vince

di Marco Nagliati
Boom boom Hasbrouck E la Mobyt vince

Basket. Ultimo secondo, un canestro di Kenny porta Ferrara in trionfo: Recanati è battuta

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FERRARA. E a un certo punto, nel saloon, entra boom boom Kenny. La guest star, il pistolero più atteso. La partita diventa bellissima. Un colpo su colpo. Un valzer in cui prima conduce uno, poi l’altro. E la Mobyt ha la vera chance per vincere. Piegare la bestia nera Recanati che l’aveva sempre battuta e che, quest’anno, in trasferta era stata implacabile con tutte. Nell’ultimo quarto è proprio far west, si gioca sul filo del rasoio. Boom boom Hasbrouck segna il canestro dell’ultimo sorpasso a 2” dalla sirena. Entra con maestosa eleganza e le acque del mar Rosso si aprono: difesa a fettine, estensi avanti 81-79. È la pallottola d’argento, perché di là Lauwers manda la “preghiera” finale a morire sul parquet. Tra i due episodi adrenalinici, tanto altro. Tantissimo. Intanto la Mobyt porta a casa due punti che valgono doppio, sforzandosi di giocare insieme e limando sugli egoismi offensivi. Dietro c’è ancora molto da fare (Huff rimane un Bamby nella giungla), però è evidente quanto tutti ci provino. Hasbrouck ha la fiammata quando serve, dopo 30’ modesti. Insacca 16 punti dei suoi 23 negli ultimi 10’, quando può scolpire nella pietra. Poi si mette dietro su Sykes e lo frena, proprio mentre baby face stava portando - da solo - Recanati al trionfo. Negli ultimi 3’ nel saloon hanno ballato in due: palla a Sykes ed “uno contro uno” con Huff. Risultato: 9 punti consecutivi del colored marchigiano ed Huff messo in croce. E Recanati avanti 68-75. Huff in panca, entra Castelli e ne fa due. Così come Ferri. Soprattutto, Hasbrouck va in marcatura su Sykes. Sapete che succede?

Che il ragazzino sfrontato se la fa rubare dal sornione Kenny, il quale insacca da tre: 75-76 a 59” dalla sirena. E sapete che succede? Che Sykes la perde ancora, poi commette fallo su Benfatto: è il 5º ed esce. Ah, Benfatto... Ha deciso di giocare all’ultimo, causa un dito gonfio e dolente. Ha fatto un lavorone sul totem rivale Mosley, annullandolo. Ma sull’ultima botta non ce la fa più. Così coach Furlani rimette dentro Huff per due liberi da dead or alive. E Troy è glaciale, bravissimo: 77-76. Non solo. Sulla rimessa offensiva di Recanati sporca il pallone, che Ferri raccoglie e insacca nella polveriera del Pala Hilton Pharma: in un amen la Mobyt è padrona (79-76). Mancano 14”, la panchina chiede il fallo. Non arriva e Lauwers, dalla leadership enciclopedica, stampa una tripla siderale per il 79-79. Okay, boys... Hasbrouck prende palla, palleggia. Entra elegante ed appoggia il cesto del successo. Nel saloon scorre birra a fiumi. Non è la Mobyt delle certezze di granito, di certo è una squadra che - sovente in casa - sa andare oltre il filo spinato e ci prova. Sempre. Ieri, contro una rivale da applausi, non c’era buona musica in partenza: Bottioni al rientro, Benfatto col dito gonfio, Amici con la febbre. E poi steso al 35’ da una gomitata, con perdita di memoria e ricovero in ospedale. Alle 21, comunque tornerà al palasport. Sostanzialmente okay.

Stringendo i denti, aggrappandosi a scialuppe solide (Ferri), lussuose (Hasbrouck) e altalenanti ma efficaci (Huff ha dato una gran mano in attacco) la testa è rimasta sul pelo dell’acqua. Anzi, all’inizio Mobyt corale nella manovra. Huff insacca da tre, Ferri ha qualche tiro finalmente e se lo prende. La palla gira, Benfatto colpisce da sotto. Recanati va con i tre piccoli, Furlani non si adegua e tiene i tre lunghi. Imposta una difesa mista uomo/zona con cambi sistematici. Al 10’ Ferrara avanti 25-19. Mosley esce in fretta dalla partita (3º fallo al 13’), così la Mobyt sotto non soffre. Ma Lauwers è un signore del basket, distribuisce bene tra dentro (Eliantonio) e fuori. Così è equilibrio (42-40 al 20’). Ferrara si disunisce nel terzo parziale e Ferri fa una fatica boia a tenere unita la truppa. Estensi sotto (47-51 al 25’), ma sempre in contatto e con niente da Hasbrouck. Serve la fiammata e il go to guy arriva. Hasbrouck diventa luce, la squadra lo segue. Di governo e di battaglia. Vinta. All’ultimo battito.

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