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Spal, novembre ha già espresso il suo verdetto

di Paolo Negri
Spal, novembre ha già espresso il suo verdetto

Il presidente Mattioli lo aveva definito il mese verità per capire gli obiettivi Con 4 punti su 12 il bilancio è negativo. Per migliorare resta la partita col Pisa

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FERRARA. Da negativo può ancora trasformarsi quasi in equilibrio. Di sicuro non diventerà positivo. Il novembre nero della Spal ha sostanzialmente già espresso il suo responso.

Consuntivo e traguardi

A fine ottobre, dopo la bella vittoria di Grosseto, il presidente biancazzurro Walter Mattioli aveva detto chiaramente come le cinque partite in programma proprio nel mese di novembre avrebbero determinato i reali obiettivi della Spal. Sarebbero state quelle a fare chiarezza, a dire per cosa correre: primo posto? Play off? Tranquillo centro-classifica?

Il verdetto in pratica c’è già, anche se al termine del periodo “della verità” manca ancora una gara, quella interna di venerdì sera contro il Pisa: la Spal non è da primo posto, e probabilmente nemmeno da terzo o quarto, quindi da play off. Nulla di grave, e nulla che in fondo - ad un’obiettiva analisi dei valori emersi finora - non si sospettasse, o non fosse più o meno chiaro. Ciò che spiace è che con la mediocrità globale che c’è in giro, anche una Spal di non elevata qualità avrebbe potuto sfruttare meglio occasioni contro avversari alla portata e di conseguenza trovarsi più in alto, in corsa per qualcosa di importante. Ad abbassare l’asticella sono stati proprio i match novembrini. Quattro quelli disputati, con un saldo contabile negativo: 1 vittoria, 1 pareggio, 2 sconfitte, 4 punti su 12. E questo nonostante tre avversari su quattro (Pro Piacenza, Ancona e Forlì) non fossero certo irresistibili. Contro la più qualitativa, L’Aquila, è arrivato il pesante 0-3 interno.

Dopo l’ultima gara di ottobre, quella brillantemente vinta a Grosseto, la Spal era seconda con 17 punti, a -2 dalla capolista Reggiana e sottobraccio con l’attuale battistrada Ascoli; e aveva 1 punto di vantaggio sul Pisa quarto. Adesso, dopo le citate quattro partite di novembre, i biancazzurri sono a -8 dall’Ascoli primo, a -3 dall’Aquila seconda, a -2 dal Pisa terzo, a -1 dal terzetto Pistoiese-Reggiana-Teramo. Se si vuole ragionare in puri termini matematici, è evidente che si tratta di un gap colmabilissimo sul terzo posto (il quarto non dà garanzie di accesso ai play off: si qualificano le due migliori quarte dei tre gironi, e nel gruppo B si è in ritardo). Ma la strada si è fatta in salita, in questo mese la Spal ha perso terreno.

Il bilancio può essere migliorato vincendo venerdì al “Paolo Mazza” contro il Pisa, uno scontro diretto da potenziale sorpasso. In caso di successo, la corsa play off resterebbe più che mai aperta pur se lungi dall’essere scontata, ma il consuntivo numerico del mese di novembre rimarrebbe deficitario: con 7 (eventuali, auspicabili) punti sui 15 a disposizione, la Spal intascherebbe meno del 50% del bottino messo in palio. Di conseguenza, i vertici societari, dirigenziali e tecnici del club biancazzurro non potranno non convenire che il mese avrà dato delle indicazioni precise sul valore complessivo, sul tasso di competitività e sugli obiettivi della squadra di mister Brevi.

I numeri non incantano

D’altra parte, in questa Spal caratterizzata dalle contraddizioni vediamo riflesso un paradosso: la classifica, al di là delle puntualizzazioni fatte e dell’evidenza, resta globalmente positiva, soprattutto per una neo-promossa che doveva-deve-dovrebbe consolidarsi nella parte sinistra della graduatoria (e ciò va pienamente incontro alle posizioni più volte espresse da mister Oscar Brevi, che ha sempre rimandato al mittente aspettative a suo dire troppo precise, troppo sbandierate, troppo ambiziose in rapporto ai discorsi estivi e probabilmente anche al potenziale).

Ma questa classifica sì positiva, a dispetto di più di un inciampo, è tale pur con numeri complessivi certo non sfavillanti: la Spal su 14 gare ne ha vinte 6 ma ne ha anche perse 5, ha una differenza reti negativa (-1), è 8ª come gol subìti e addirittura 15ª come reti realizzate. Nelle ultime quattro partite (quelle “famose” di novembre) ha segnato appena 1 gol. E nel computo totale dei punti conquistati, i 21 in 14 giornate (quindi su 42 a disposizione) rappresentano esattamente il 50% di quelli sul piatto. Insomma, cifre non proprio adeguate a quelle che ci si aspetterebbe da una squadra che naviga nei piani alti.

Niente di male, dicevamo. Il problema non è e non sarà il piazzamento (parziale, e finale). O non solo, o non tanto, quello. Magari, quello sì sarebbe importante, ci si attende una crescita complessiva e di gioco che consenta di credere nel conseguimento dei risultati anche in prospettiva, che ponga le basi per il futuro e che coinvolga maggiormente il pubblico, che ora invece la società teme di perdere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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