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Stabilità, accorgimenti, ricorso al mercato

Stabilità, accorgimenti, ricorso al mercato

Per crescere possono servire continuità tattica, maggior utilizzo di De Cenco ed un paio di innesti

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FERRARA. La sconfitta nell’anticipo di venerdì sera a Forlì ha rappresentato una delusione nella misura in cui la Spal ha affrontato un avversario menomato (se all’Ancona, nel turno precedente, mancavano cinque titolari, i romagnoli erano privi di addirittura sette elementi della propria rosa). La partita ha espresso un verdetto severo, i biancazzurri avrebbero quantomeno meritato il pareggio e gli episodi (gol forlivese alla prima conclusione in porta, grandi parate del portiere locale Scotti su Germinale e Fioretti, eccessiva e fiscale espulsione dello spallino Ferretti) non sono certo stati favorevoli, anche se bisogna pure sottolineare che Menegatti ha opposto due prodezze a Forte e Melandri e che l’arbitro ha fischiato una punizione a favore dei biancorossi ignorando il vantaggio sfociato nella rete del possibile 2-0. Ma al di là delle singole circostanze la gara del “Morgagni” ha anche ribadito che l’espressione di gioco della Spal non decolla. La squadra di Brevi ha avuto più volume rispetto ai romagnoli, però i padroni di casa aveva scelto di lasciare campo ai ferraresi. ed in tale scenario la Spal non ha manovrato con adeguata velocità e verticalizzazioni, e spesso anche la precisione ha lasciato a desiderare. La fase offensiva è risultata sterile, a dispetto delle occasioni che pure ci sono state. Serve qualcosa in più, un segnale di progresso, qualcosa che possa autorizzare a credere che in prospettiva la Spal possa raggiungere una maggior continuità di risultati come conseguenza della manovra prodotta.

Qualche accorgimento sarebbe necessario, così come una stabilità di modulo tattico, anche se la duttilità è un pregio e mister Brevi rimarca sempre che non contano i sistemi ma l’interpretazione degli stessi. Davanti, inoltre, De Cenco al suo ingresso ha confermato le impressioni positive delle precedenti uscite. Al primo pallone toccato ha messo in porta Fioretti a coronamento della miglior azione spallina della gara, non a caso veloce, a un tocco, in verticale. Il fatto è che poco dopo la Spal è rimasta in dieci ed i tentativi sono divenuti più disordinati, penalizzando così sia la possibilità di impatto dello stesso De Cenco che le chances globali della squadra. Ma potrebbe esistere una formula che consenta un maggior utilizzo di De Cenco, sia per aumentare il potenziale offensivo di una Spal sterile (lo dicono le cifre: 13 gol in 14 gare, 1 nelle ultime 4), sia per valutare più compiutamente - non su un match ma con un minimo di continuità - l’attaccante?

Con l’approssimarsi del termine del mese di novembre indicato come indicativo per valutare gli obiettivi futuri della Spal, si apre anche il discorso mercato (di gennaio). La società si era detta disponibile ad intervenire se e dove necessario, ed in funzione del piazzamento in classifica e delle prospettive. Vediamo come andrà la gara col Pisa. Intanto, si propaga l’eco di alcune notizie. Siti specializzati hanno parlato dell’acquisizione di un portiere (Bindi, del Catanzaro, o più sfumato il mantovano Paleari), però non ne capiamo il senso, se un senso c’è, visto che Menegatti è una sicurezza. Piuttosto, da Catanzaro giungono altre ipotesi, ad esempio quella relativa al centrocampista Vacca. Senza fare nomi di eventuali acquirenti, il presidente calabrese Cosentino ha confermato che Vacca - in scadenza a giugno, come Bindi - potrebbe partire già a gennaio. E la Spal avrebbe le priorità proprio in un centrocampista e in un difensore. Vedremo cosa diranno le prossime gare, e le conseguenze delle stesse. (p.n.)

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