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Tramec, il ko serve per capire i limiti Di testa e collettivi

Tramec, il ko serve per capire i limiti Di testa e collettivi

Serie B/M. Arrabbiatissimo il coach Albanesi «Chi vive di tiro muore di tiro: le gare si vincono di squadra»

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CENTO. Peccato, poteva essere l’occasione buona per scappare, ed invece è stata l’occasione buona per capire che qualcosa ancora non va. Tramec splendida per 25 minuti, avanti anche di 16 punti; prima di crollare e sciogliersi sotto i colpi di Orzinuovi. Di fronte alla pioggia di canestri degli esterni ospiti dovuta ad evidenti errori sui cambi difensivi, la Tramec si è smarrita, evidenziando limiti caratteriali. Una mancata reazione che ha prodotto un gioco limitato ad una “opaca” circolazione con tiri scriteriati e pacchiani errori dalla media (4 su 22 da 3 punti). Ma perché tutto ciò? Pareva una serata magica, tanta gente al palazzo, 20 minuti di difesa perfetta, giochi offensivi con il coinvolgimento di tutti, dai titolari ai meno titolari. Dopo il massimo vantaggio il recupero degli ospiti che hanno iniziato a segnare a ripetizione da 3. Il buio, una nuova reazione guardacaso con 8 punti di fila tutti da sotto (4 di Carretti e 4 di Cutolo), prima degli spari a salve del finale.

Arrabbiatissimo l’allenatore Albanesi: «Siamo stati splendidi per 25 minuti, paghiamo un finale di terzo quarto allucinante. Abbiamo attaccato malissimo, difendendo peggio. Siamo ricaduti nei soliti errori, abbiamo smesso di dare la palla dentro, ci siamo intestarditi in una sterile sparatoria da 3 punti con percentuali che parlano da sole. Chi vive di tiro muore di tiro. Le partite si vincono di squadra. Un vero peccato, abbiamo buttato via una ghiotta occasione, ora dobbiamo capire gli errori commessi. Ne parlerò con la squadra, mi auguro serva da lezione».

La Tramec ha bisogno di capire; i giochi, la difesa che spesso ha fatto acqua sul cambio e sulle scalate; le gerarchie. Per la seconda volta in casa contro avversari di spessore, gli ultimi minuti sono stati disputati con Demartini in panchina. E’ vero che sabato non è apparso troppo lucido, ma è pur sempre il play titolare di una squadra che già aveva idee confuse. Di Trani era reduce dall’infortunio alla caviglia, ma un punto in 25 mimuti da uno come lui appare un po’ pochino.

Un bene che certe lezioni arrivino ora.

Simone Gagliardi

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