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«Mobyt fra alti e bassi Io dico bravo a Ferri»

«Mobyt fra alti e bassi Io dico bravo a Ferri»

Basket A2 Silver. Il coach analizza a mente fredda il match vinto con Recanati «Bene Amici a non lasciarsi provocare, Huff deve imparare anche difendere»

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FERRARA. Batte Recanati, la Mobyt, ma non risolve completamente i propri problemi. Adriano Furlani, dopo i silenzi di domenica sera, ha parlato ieri, come sempre lucidamente.

Coach, contro i marchigiani è un successo che vale doppio?

«Quando, ad avvio del campionato, dicevo che c’era qualche problema, beh, è ovvio che chi vive la nostra storia settimanalmente può accorgersene. Il match contro Recanati è la fotocopia di quello contro Imola, la fotocopia rovesciata di quello contro Matera: offriamo prestazioni molto interessanti e momenti di vuoto generati da situazioni non casuali, ma dettate dalle caratteristiche che abbiamo quest’anno. Ma, sotto questa apparente fragilità, c’è una sostanza fatta di cuore, tensione emotiva e persone che hanno una moralità molto alta. Gara vinta in un momento non facile, con un tentativo di risolvere i nostri problemi ancora non andato a buon fine. Va bene così, i successi aiutano a ritrovare autostima e fiducia: non siamo presuntuosi, ma persone responsabili, con dei giocatori che hanno lo stemmino della Pallacanestro Ferrara stampato forte nel cuore e nella testa».

Fra questi, Michele Benfatto.

«Molto spesso è oggetto di critica per il suo atteggiamento, che può sembrare indolente: domenica ha dato una dimostrazione di attaccamento alla squadra non indifferente. A me, però, piace pure sottolineare un altro aspetto…».

Quale?

«C’è un capitano di lungo corso, Michele Ferri, che è quello che più di tutti sta cercando di dare una svolta in positivo a una squadra che ancora non ha trovato la sua identità. A Ravenna s’è ritagliato il ruolo di assoluto gregario; contro Recanati, oltre a gestire una squadra non facile per le proprie caratteristiche, nel momento cruciale ha messo a referto quattro punti decisivi. È facile dire bravo a Kenny Hasbrouck, a me piace mettere in evidenza anche chi lavora duramente durante la settimana, con assoluta professionalità».

Amici domenica è finito all’ospedale. Come dice il diesse Pulidori, non è tutelato?

«È incappato in due incidenti di gioco più o meno voluti. Ci sta che, conoscendo il carattere di Alessandro, qualcuno provi a provocarlo per indurlo in tentazione. Domenica ho apprezzato il fatto che non si è lasciato trascinare in una situazione che poteva diventare molto grave per lui: comportamento irreprensibile. Se lima alcuni eccessi, diventa patrimonio della pallacanestro italiana. Questo non giustifica che gli altri debbano usarlo come bersaglio delle provocazioni».

Capitolo Troy Huff. Come giudica la sua prova contro Recanati?

«È stato allo stesso tempo croce e delizia. Ha avuto un impatto positivissimo sulla gara, dopo di che si è perso un po’ nei meandri della partita, ha forzato alcune situazioni togliendoci l’inerzia del match, è ripartito nel terzo parziale e la squadra non ha trovato la gara, è stato rimesso in campo e alla fine siamo andati sotto perché lui non conteneva Sykes. La squadra s’è ripresa senza di lui in campo, poi è stato decisivo con i due liberi e con la palla rubata. Ho analizzato la sua prestazione, indipendentemente dalle valutazioni dall’inizio a oggi. Questo è anche il rendimento della squadra di adesso. Bisogna che ognuno faccia un passo verso l’altro, non verso il proprio tabellino. Siamo felici tutti che abbia fatto 20 punti, però bisogna imparare a capire che si deve fare il canestro che conta. Castelli non avrà fatto una buona gara, ma ha fatto un canestro di fondamentale importanza nel momento che contava: bene, non paragono quei due punti ai venti di Huff, c’è contesto e contesto. Troy deve anche difendere, come del resto l’intera squadra».

Lorenzo Montanari

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